Apocalisse a Pompei: nuove scoperte

29 ottobre 2018


Nella stessa Casa del Giardino dove su un muro è stata individuata la scritta a carboncino che ha consentito di datare il giorno della distruzione al 24 ottobre del 79 d.C., e per questo ribattezzata Casa dell’Iscrizione, è stata effettuata un’altra straordinaria scoperta.

Sono riemersi cinque scheletri, sembra di due donne e tre bambini che si sarebbero rifugiati in una stanza da letto nel tentativo di mettersi al riparo dalla pioggia di cenere e lapilli. Addirittura per le due donne avrebbero cercato di rinforzare la chiusura del vano mettende un mobile davanti alla porta: una scena sconvolgente da quando si è ricominciato a scavare nella Regio V.

Una morte “orribile” la definisce il direttore generale Massimo Osanna, sopravvenuta per il crollo del tetto (la testa di una delle donne risulta schiacciata dalle tegole) e/o per il sopraggiungere della nube piroclastica. Ci sono poi altri elementi forti che emergono dagli scavi: una moneta di Filippo Augusto degli anni Trenta del Seicento testimonierebbe un’attività di recupero di oggetti preziosi già molto prima dell’inizio ufficiale degli scavi a Pompei nel 1748.

I “tombaroli” scavarono un tunnel nella cenere solidificata per arrivare nella stanza dove ora sono state ritrovate le cinque vittime asportando tutto quanto poterono. Nel complesso la scoperta è davvero eccezionale sia perché porta nuova luce sulle dinamiche dell’eruzione sia per quanto documenta circa gli scavi in età moderna.