I castelli di Siria ancora sotto assedio

Vi proponiamo un interessantissimo articolo sulla situazione dei castelli siriani del prof. Luigi Marino che uscirà a breve sul n. 56 di Castellum, la rivista dell’Istituto Italiano dei Castelli (www.castit.it).

“Una delle caratteristiche ricorrenti nelle guerre moderne, e ancor più quando si tratta di conflitti a carattere etnico, è la distruzione del patrimonio architettonico. Soprattutto quando costituisce un simbolo della cultura della parte ritenuta avversa. Le infrastrutture strategiche, le attrezzature di servizio e le aree residenziali sono colpite con una furia impensabile che va ben oltre la “necessità” di renderli inservibili. Nelle guerre più recenti un obiettivo privilegiato sono i beni culturali da depredare, quelli asportabili e da distruggere quelli immobili.
Sempre più frequentemente le battaglie tendono a svolgersi prevalentemente nei centri urbani con il risultato di enormi danneggiamenti ai beni immobiliari e terrificanti perdite umane. Quando i combattimenti tendono ad assumere il carattere di duello tra piccoli gruppi armati, i colpi d’arma (sempre più dirompenti) si concentrano sugli edifici che ne costituiscono il provvisorio rifugio. Sempre più determinante sembra il ruolo dei cecchini che d’abitudine aggiustano il tiro su elementi riconoscibili dei monumenti, statue e decorazioni in primo luogo. La valenza militare di alcune classi di monumenti è elevata soprattutto se alloggiate in un antico edificio.”
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