Sarcofagi e mummie egizie per la prima volta in Sicilia

visite guidate mostra

23 maggio 2017


È stata inaugurata a Siracusa la mostra “La Porta dei Sacerdoti. I sarcofagi egizi di Deir el-Bahari. Esposizione e restauro in pubblico” realizzata dall’Istituto Europeo del Restauro in collaborazione con i Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles (MRAH) e l’Amministrazione Comunale della Città di Siracusa.

La mostra, ospitata nella Galleria Civica Montevergini di Siracusa fino al  7 novembre 2017, si configura come il più importante tra gli eventi di eccellenza destinati a celebrare il 2750° Anniversario della Fondazione città di Siracusa e vuole rendere omaggio ai quasi tre millenni di storia, arte e cultura di una delle più affascinanti città del Mediterraneo, patrimonio dell’Unesco nel 2005.

L’esposizione vede protagonisti una collezione straordinaria di sarcofagi e altri preziosi reperti ritrovati nel secondo Nascondiglio di Deir el-Bahari, risalenti alla XXI dinastia (1070-900 a.C.) appartenenti al corpo Sacerdotale di Amon e l’avveniristica tecnologia e professionalità dell’Istituto Europeo di Restauro.

Questa collezione ha una storia particolare: tutti i reperti furono rinvenuti in un unico luogo, una tomba collettiva sotterranea situata nella regione di Luxor, in cui i Sacerdoti e le Sacerdotesse del dio Amon della XXI dinastia avevano messo al sicuro le proprie spoglie e quelle di alcuni dei sovrani più importanti del Nuovo Regno, per evitare che cadessero preda dei profanatori di tombe.

Il sito rimase inviolato fino alla fine del diciannovesimo secolo (1881), quando la tomba venne riscoperta e rividero la luce non meno di 450 sarcofagi, tavole di mummie e un numero incalcolabile di suppellettili funerarie: vasi canopi, statue lignee, ushabti, steli… L’inestimabile tesoro venne quindi portato al museo di Giza dove le autorità decisero di dividere la collezione in lotti e offrirli alle nazioni europee che avevano una rappresentanza consolare in Egitto. Ventisei paesi e ventisei musei, compreso uno nella lontana Siberia, ricevettero questo dono inaspettato. Dopo un lungo viaggio per nave fino ad Anversa e il tragitto in treno, nel 1894 dieci sarcofagi giungono al Musées du Cinquantenaire, nucleo dell’odierno MRAH.

Oggi il Nascondiglio di Deir el-Bahari è al centro di una piattaforma internazionale finalizzata allo studio e alla conservazione dei sarcofagi e dei reperti della XXI dinastia che coinvolge i maggiori musei e laboratori del mondo, un importante progetto scientifico che ha dato vita ad un inedito evento di valorizzazione culturale tra il MRAH e l’Istituto Europeo di Restauro che nel 2014, è stato scelto dal museo belga quale partner di eccellenza per il restauro della propria collezione dei sarcofagi di Deir el-Bahari.

La prima fase del progetto si è svolta in Italia, presso il Castello Aragonese di Ischia, sede dell’Istituto Europeo del Restauro, dove per undici mesi, sotto gli occhi incuriositi del pubblico, è stata compiuta la campagna diagnostica sui reperti.

Nel 2015 la manifestazione si è trasferita a Bruxelles dove è divenuta parte integrante della grande esposizione curata dai Musèes Royaux d’Art et Histoire “Sarcophages. Sous les étoiles des Nout”, un’importante mostra sul tema dell’oltretomba nell’Antico Egitto.

Nelle sale di questa esposizione l’I.E.R. ha allestito peer la prima volta il rivoluzionario Europa Expositive Laboratory Module il modulo laboratoriale-espositivo realizzato dall’Istituto appositamente per gli interventi in pubblico.

Sotto una teca trasparente lunga sedici metri e larga tre e mezzo, dotata delle più moderne tecnologie, i restauratori hanno “riportato alla vita” la bellezza dei reperti, lavorando per sei mesi di fronte ai visitatori, suscitando un entusiasmo e un coinvolgimento tale da far vincere ad Europa il Visit Brussels Award 2015-2016, Categoria New Concept, un riconoscimento finalizzato a premiare le migliori iniziative e progetti turistico-culturali che hanno contribuito a valorizzare la reputazione a livello internazionale della Regione Bruxelles Capitale.

Il grande successo di pubblico (in totale tra Ischia e Bruxelles sono stati raggiunti i 150.000 visitatori) e i riconoscimenti ottenuti dall’evento – tra cui va ricordata la Grande Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana – hanno rafforzato l’intenzione di continuare l’iniziativa portandola nuovamente in Italia.

Per la mostra in corso i Musées Royaux d’Art et d’Histoire hanno concesso un prestito che ha caratteristiche di eccezionalità: un numero record di pezzi, 139, tra i quali la mummia di un bambino che per la prima volta lascia la sede del MRAH e alcuni reperti mai esposti in pubblico, nemmeno nella sede museale di Bruxelles.

Principali protagonisti dell’esposizione sono sei sarcofagi splendidamente decorati a cui si aggiungono preziose tavole di mummia e numerosi reperti facenti parte dei corredi funerari risalenti alla XXI Dinastia (1070-900 a.C.).

È dunque un momento storico per la Sicilia: per la prima volta nella storia dei sarcofagi egizi sono presenti sull’isola.
Ma è si tratta inoltre un’occasione molto importante anche per il Museo Reale Belga: una mostra inedita che, nell’intento dell’egittologo il professor Luc Delvaux, ha l’obiettivo di far conoscere il patrimonio artistico e archeologico di una delle più importanti e ricche istituzioni museali d’Europa.

“La Porta dei Sacerdoti” non è una semplice mostra ma un evento esperienziale e coinvolgente unico nel suo genere: grazie al modulo laboratoriale-espositivo Europa l’equipe dell’I.E.R. concluderà il restauro degli ultimi sei sarcofagi offrendo alla città aretusea e ai suoi ospiti internazionali un’esperienza di cultura e di tecnologia unica al mondo.

Il pubblico infatti ha la possibilità di vedere dal vivo e in diretta l’intervento di restauro e al tempo stesso di interagire con gli operatori. Lo scopo è quello di dare vita al moderno concetto di fruizione educativa dello spazio museale, concepito come momento interattivo tra l’opera e il fruitore, facendo conoscere al pubblico l’intenso lavoro conservativo ed interdisciplinare che si cela dietro l’esposizione di un’opera e suscitando un’attenzione attiva, in modo accattivante.

Opereranno all’interno del modulo, per tutta la durata della mostra, i tecnici dell’Istituto Europeo del Restauro guidati da Teodoro Auricchio, uno dei massimi esperti di restauro ligneo a livello internazionale, a cui si unisce un team di giovani restauratrici giunte da tutto il mondo per specializzarsi nel campo del restauro del legno archeologico.

Grazie al fascino del tema in grado di coinvolgere un pubblico trasversale, per età e interessi culturali, la mostra Le porte dei Sacerdoti potrà essere il centro di una ricchissima serie di iniziative collaterali, che vanno dalla didattica ad ogni livello scolastico alle conferenze, dalle presentazioni ai concorsi.

Informazioni: Tel. 392.6608013
www.laportadeisacerdoti.com