Grotta di Fumane: contatti ravvicinati Neandertal e Homo sapiens

Archeologia Viva n. 184 – luglio/agosto 2017
pp. 46-59

di Marco Peresani, Rossella Duches, Matteo Romandini, Alessandro Aleo, Barbara Bussola, Niccolò Camilloni, Davide Delpiano, Manuela Forte, Jacopo Gennai, Anita Gubbiotti, Juan-Manuel López García, Nicola Nannini e Gabriele Terlato

In questo antro della Lessinia – in Veneto – Neandertal e sapiens hanno lasciato un grandioso “archivio” di testimonianze capaci di portare un importante contributo al dibattito sui rapporti biologici e culturali fra le due specie che si dettero il cambio nel popolamento
del continente europeo

Tra le fasi maggiormente critiche della lunga evoluzione umana, quella che vide la diffusione di Homo sapiens nel continente euroasiatico, in un imprecisato momento tra 45 e 41 mila anni fa, è considerata tra le più affascinanti. Ricostruire le vicende che, fra Paleolitico medio e Paleolitico superiore, portarono al pieno successo biologico e culturale della popolazione “moderna” e alla concomitante scomparsa dei nativi Neandertal, Denisoviani e altri rappresentanti delle umanità del Pleistocene superiore, rappresenta una sfida per tanti scienziati provenienti da ambiti disciplinari diversi, che alimenta un dibattito inesauribile e mai scevro di colpi di scena. In questo scenario entra in gioco la Grotta di Fumane, quale potente archivio di umanità del lontano passato, quella neandertaliana, e un fedele registro della colonizzazione dell’Europa meridionale da parte dei primi rappresentanti della nostra specie, i sapiens provenienti dall’Africa e appena affacciatisi sul Mediterraneo. La grotta si trova nel Parco Naturale Regionale della Lessinia (Prealpi Venete), a metà strada fra il lago di Garda e Verona.

Nota dalle prime ricerche condotte dal Museo di Storia Naturale di Verona, la Grotta di Fumane è in corso di scavo dal 1988, sotto il coordinamento della Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara. Le ricerche e le opere di valorizzazione vengono svolte con concessione della Soprintendenza S.A.P.A.B. per la provincia di Verona e con il sostegno di Regione Veneto, Comunità Montana della Lessinia, Comune di Fumane e altri enti pubblici e privati. Dal 2005, la grotta è accessibile ai visitatori attraverso un suggestivo percorso che permette di esaminare le sezioni stratigrafiche e di riconoscere le tracce degli abitati paleolitici. E proprio queste tracce, racchiuse in uno spessore di circa dieci metri verticali di depositi, rappresentano l’obiettivo degli scavi aperti ogni estate, cui prendono parte specialisti da centri di ricerca italiani, inglesi, francesi e tedeschi oltre a un nutrito gruppo di studenti. Le datazioni al radiocarbonio sono invece un compito del Centro ORAU dell’Università di Oxford, all’avanguardia nel settore. […]