Ostia Antica: archeologia a costo zero… Alla foce del Tevere

Archeologia Viva n. 185 – settembre/ottobre 2017
pp. 32-39

di Marco Cavalieri, Martina Marano e Paolo Tomassini

In tempi di crisi economica c’è una ragione in più per “scavare” nei magazzini di soprintendenze e musei dove si sono accumulati i materiali e i dati emersi dalle ricerche condotte nei decenni talvolta – o spesso – senza essere seguite da uno studio adeguato
Il caso molto significativo della grande area archeologica di Ostia riportata in luce in epoca fascista con sterri che penalizzarono proprio l’analisi approfondita di stratigrafie e reperti

Viviamo un’epoca di crisi economica prolungata e i beni culturali sono i primi a sentirne le conseguenze. Malgrado un rinnovato interesse per il patrimonio storico-artistico italiano da parte delle istituzioni e del grande pubblico, i finanziamenti non sono sufficienti a sostenere nuovi progetti che facciano progredire sistematicamente la conoscenza del nostro ricco patrimonio. L’archeologo deve quindi trovare nuovi modi di fare ricerca, diversi dall’attività che lo contraddistingue nell’immaginario collettivo: lo scavo.

Ma anche senza scavare si possono fare importanti scoperte, come dimostrano gli studi della belga Université catholique de Louvain e del Centro Studi Pittura Romana Ostiense (CeSPRO) sul sito di Ostia Antica. Grazie a un’ottima intesa con gli istituti di tutela statali, l’Università di Lovanio – erede di una lunga tradizione di scavi belgi in Italia, da Alba Fucens a Herdonia, fino alle attuali ricerche in Toscana (vedi: AV n. 136) e in Cisalpina – ha posto in essere quel medesimo metodo sinergico tra enti di varia natura e finalità che in altri contesti internazionali, come in Egitto (vedi: AV n. 181), sta dando risultati notevoli sotto il profilo scientifico e gestionale.

Ostia Antica è un sito fra i più importanti al mondo, al livello di Pompei e Palmira, per la quantità e varietà d’informazioni sulla civiltà romana. Si tratta di una intera città, a circa trenta chilometri da Roma, sviluppatasi a partire dal IV sec. a.C. sull’antica linea di costa tirrenica che – per l’accumulo di detriti portati dal Tevere – oggi risulta spostata più a ovest di qualche chilometro, dove sorge la moderna Ostia Lido. La ricchezza del patrimonio ostiense è nota: si possono percorrere strade e piazze antiche e ammirare il teatro, i templi e le famose insulae, edifici di abitazione a più piani che ricordano per organicità e razionalità d’impianto i moderni condomini. […]