Michelangelo sotto le Cappelle medicee

Era il 1530. Per Michelangelo Buonarroti furono tre lunghi mesi trascorsi a Firenze in una segreta delle Cappelle medicee, dove si nascose per sfuggire all’ira dei Medici rientrati in città dopo essere stati costretti all’esilio in seguito a una rivolta popolare

Durante l’assedio di Firenze da parte delle truppe imperiali di Calo V, Michelangelo aveva parteggiato per la Repubblica soprintendendo alle fortificazioni.

Gli imperiali vinsero, i Medici furono restaurati sul trono ducale e l’artista si dovette nascondere finché a papa Clemente VII, un Medici, non sbollì la rabbia (ma soprattutto perché aveva bisogno di lui per completare l’opera scultorea nelle cappelle di famiglia).

Alla stanza segreta, dove Michelangelo poté nascondersi grazie alla complicità dello stesso priore della basilica di San Lorenzo, si accedeva solo con una botola che si apriva sul pavimento della chiesa.

Nelle giornate di attesa Michelangelo coprì le pareti del suo rifugio con disegni realizzati a carboncino: il groviglio di corpi della Sistina, la testa del Laocoonte, la Leda, riproposizioni del David (divenuto simbolo della Repubblica Fiorentina) e una figura ripiegata che sembra un suo psicoautoritratto nel momento della segregazione.

Un vero tesoro sepolto che è stato riscoperto solo nel 1975 durante lavori di restauro, rimasto a lungo accessibile solo agli esperti e che ora la Direzione del complesso monumentale promette di aprire al pubblico entro il 2020.