Heuneburg dei Celti è l’antica Pyrene sul danubio? Germania meridionale

Archeologia Viva n. 187 – gennaio/febbraio 2018
pp. 46-59

di Dirk Krausse, Leif Hansen, Roberto Tarpini e Nicole Ebinger-Rist

Anche se manca la certezza assoluta è molto probabile che la Pyrene di Erodoto – prima “città” a nord delle Alpi menzionata dalle fonti antiche – possa essere identificata con l’importante insediamento sorto non lontano dalle sorgenti del Danubio dove gli scavi hanno messo in evidenza tracce di significativi contatti col mondo mediterraneo

Intorno alla metà del V sec. a.C. lo storico greco Erodoto scriveva nelle Storie (II, 33) che «l’Istro (Danubio – ndr) nasce nella terra dei Celti nei pressi della città di Pyrene e attraversa l’Europa dividendola in due».

Anche se manca la certezza assoluta, è molto probabile che Pyrene possa essere identificata con il sito della Heuneburg, importante insediamento a carattere protourbano sorto ad appena ottanta chilometri dalle sorgenti del Danubio.

Le consistenti scoperte degli ultimi vent’anni gettano una luce del tutto nuova su dimensioni, struttura e funzioni della Heuneburg, confermando una volta di più che difficilmente questo importante centro di potere dei primi Celti poteva essere sconosciuto agli Etruschi e ai Greci.

La piatta collina della Heuneburg, presso il piccolo centro di Hundersingen, nel Baden-Württemberg (Germania meridionale) fra Ulma e Sigmaringen, a circa 600 metri di altitudine nell’alto corso del Danubio, si affaccia sul corso del fiume innalzandosi per una cinquantina di metri sulla sottostante piana alluvionale ed è visibile da grande distanza.

Il pianoro sommitale, esteso per circa tre ettari, è protetto da ripidi pendii. Il sito si trovava in una posizione molto favorevole, perché proprio in questo tratto il Danubio diventava navigabile per le imbarcazioni dell’epoca e dunque idoneo al trasporto e al commercio di merci su lunghe distanze.

A questo dovette la sua importanza la Heuneburg, che intorno al 600 a.C. assunse un ruolo centrale nella rete di traffici tra il mondo celtico e il Mediterraneo.

Possenti fortificazioni e monumentali tumuli funerari – a testimonianza della passata grandezza – caratterizzano ancora oggi l’altura e il paesaggio circostante.

L’abitato celtico sul pianoro sorse intorno al 620 a.C. sui resti di più antiche fortificazioni del Bronzo medio e recente (1600-1100 a.C.).

Dopo un periodo di massima fioritura nel VI e agli inizi del V sec. a.C., intorno al 450 a.C. il sito venne abbandonato, per essere rioccupato parzialmente solo oltre mille anni dopo, tra l’Alto Medievo e il XV secolo.

In seguito, la piatta collina venne sfruttata per secoli come terreno agricolo, fino agli inizi degli scorsi anni Novanta, quando fu posta sotto vincolo di tutela. Finalmente, nel Duemila, è stato inaugurato il moderno parco archeologico. […]