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  N. 142-2010
Luglio-Agosto
 

  :: LUNGO IL NILO: IPPOLITO ROSELLINI E LA SPEDIZIONE FRANCO-TOSCANA
Marilina BetrĂ², Paolo Del Vesco, M. Cristina Guidotti e Gianluca Miniaci
 

  :: AQUILEIA DEI PATRIARCHI
A cura di Fondazione Aquileia
 

  :: IL RELITTO DI GNALIC: UN TESORO SOMMERSO SULLA COSTA DALMATA
Irena Lazar
 

  :: ADULIS SUL MAR ROSSO: UNA IMPRESA ERITRO-ITALIANA
Alfredo e Angelo Castiglioni
 

  :: COMMERCI IN ETRURIA
Paolo Giulierini
 

  :: IDOLI DI PIETRA NELLA ''TERRA DEGLI UOMINI''
Claudio Pescio
 

  :: FRA TEMPLI E TOMBE DI ATHRIBIS
Maurizio Zulian
 

  :: ELISHA E IL MARE D'ISRAELE
Giulia D'Angelo
 

  :: UNA LEGGE PER LA SUBACQUEA: PAROLA AGLI ARCHEOLOGI
Rita Auriemma
 

  :: INCONTRO CON ANTHONY BONANNO
Intervista di Giulia e Piero Pruneti
 

  :: NOTIZIE
Autori Vari
 

  :: DALLE RIVISTE
a cura di Giulia Pruneti
 

  :: IN LIBRERIA
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  :: EDITORIALE
Piero Pruneti
 
 
 
 
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ALLA SCOPERTA DELL'ANTICA NARONA

Romanita' in Croazia
Hrvoje Manenica
Rivista: N. 140-2010 mese: Marzo-Aprile

Collegata alla costa orientale dell’Adriatico dalle acque navigabili della Neretva e vera porta d’accesso verso l’interno balcanico questa antica città della Dalmazia ci ha lasciato uno dei monumenti più amati nel mondo romano: un tempio dedicato ad Augusto con i simulacri dei personaggi della casa imperiale al suo interno...

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La valle della Neretva (greco Naron, latino Naro) è la via naturale che dall'Adriatico porta verso l'entroterra della Dalmazia, in Erzegovina e Bosnia, e oltre verso l'Europa centrale e orientale. Così era anche nell'antichità. Il trasporto di cose e persone si svolgeva risalendo il fiume per una ventina di chilometri fino al punto in cui non era più agibile per le imbarcazioni; quindi si proseguiva per vie terrestri. In chiave marittima e militare si tratta di un ambiente ideale per trovare rifugio dal maltempo o dalle navi nemiche, ma anche per la penetrazione degli eserciti all'interno della regione. Dove finiva il tratto navigabile della Neretva e iniziava la via terrestre, si sviluppò già dal V sec. a.C. un emporio greco-illirico - mentre altre colonie greche venivano fondate sulla costa e le isole della Dalmazia - divenuto in seguito una colonia romana: nacque così Narona, una delle città antiche più importanti della costa adriatica orientale. La città si estendeva a ventaglio dalla cima alle falde di una collina di modesta altitudine (58 metri), fortificata con mura e torri, tranne che nella parte orientale dove era naturalmente difesa da un ramo della Neretva. All'inizio (IV-III sec. a.C.) Narona è un insediamento illirico, con un certo numero di greci e popolazione ellenizzata. Non sappiamo a quali prodotti del territorio i mercanti fossero interessati. Plinio il Vecchio nel I sec. d.C. scrive che sulle rive della Neretva cresceva la migliore qualità di giaggiolo e questo fa pensare che i fabbricanti ellenici di profumi, e più tardi anche quelli romani, acquistassero qui il prodotto. L'emporio greco-illirico sorgeva proprio all'apice della lunga foce della Neretva, nello stesso luogo dove, negli ultimi decenni del I sec. a.C., sorgerà il foro di Colonia Iulia Narona. […] Articolo su 11 pagine

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