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  N. 153-2012
Maggio-Giugno
 

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­­­­­CASTELLO A MARE: PALERMO RISCOPRE IL SUO SIMBOLO

Futuro del passato
Francesca Spatafora
Rivista: N. 140-2010 mese: Marzo-Aprile

Semidistrutto agli inizi del Novecento e occultato da strutture industriali il complesso difensivo che a partire dai Normanni ha accompagnato la storia della capitale siciliana è stato ora recuperato alla vita della città...

Quando nel 1922 le ruspe della ditta McArthur di Londra, su disposizione del governo fascista e in nome della presunta necessità di ampliamento delle infrastrutture portuali, intrapresero la demolizione del Castello a Mare per avviare la costruzione del grande molo trapezoidale, a nulla valsero gli appelli degli intellettuali dell'epoca, dal soprintendente ai Monumenti Francesco Valenti al direttore del Museo nazionale Ettore Gabrici, per evitare uno degli scempi più assurdi consumati a Palermo, con l'eliminazione di quel formidabile presidio militare che, per oltre un millennio, aveva assicurato il controllo delle aree portuali e delle zone di ormeggio.

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L'impresa appaltatrice fu solerte: in poco più d'un anno fu portata a compimento la demolizione, da cui si salvarono, in parte, solo il mastio e l'antica porta d'accesso. Quindi, nell'area del Castello - affacciato sulla Cala, l'antico porto della città - e sulle sue rovine, cominciarono a sorgere edifici industriali e si avviò un degrado inesorabile, con accumulo di enormi quantità di detriti, scorie, materiali tossici... Lentamente la città perse memoria di uno dei suoi luoghi "simbolo"! […] Rubrica su 5 pagine





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