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  N. 151-2012
Gennaio-Febbraio
 

  :: GRECI E ROMANI A... ORGOSOLO
Maria Ausilia Fadda
 

  :: AMABILI RESTI... A PALERMO
NELLE CATACOMBE DEI CAPPUCCINI

Dario Piombino-Mascali, Alessia Franco e Albert Zink
 

  :: VETULONIA DEI METALLI
STORIA DI UNA METROPOLI ETRUSCA

Simona Rafanelli
 

  :: VIAGGIO IN EGITTO
L’OTTOCENTO SUL NILO

Silvia Einaudi
 

  :: SAN GIOVANNI D’ACRI
DOPO I CROCIATI GLI ARCHEOLOGI

Fabrizio Benente ed Edna J. Stern
 

  :: BATTAGLIA DELLE EGADI: ORA PARLA L’ARCHEOLOGIA
Stefano Zangara
 

  :: ROVERETO 22a VOLTA
Guido Scialpi e Graziano Tavan
 

  :: INCONTRO CON GIULIANA TOCCO
Intervista di Giulia e Piero Pruneti
 

  :: NOTIZIE
Autori Vari
 

  :: DALLE RIVISTE
a cura di Giulia Pruneti
 

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  :: EDITORIALE
Piero Pruneti
 
 
 
 
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­­­­­CASTELLO A MARE: PALERMO RISCOPRE IL SUO SIMBOLO

Futuro del passato
Francesca Spatafora
Rivista: N. 140-2010 mese: Marzo-Aprile

Semidistrutto agli inizi del Novecento e occultato da strutture industriali il complesso difensivo che a partire dai Normanni ha accompagnato la storia della capitale siciliana è stato ora recuperato alla vita della città...

Quando nel 1922 le ruspe della ditta McArthur di Londra, su disposizione del governo fascista e in nome della presunta necessità di ampliamento delle infrastrutture portuali, intrapresero la demolizione del Castello a Mare per avviare la costruzione del grande molo trapezoidale, a nulla valsero gli appelli degli intellettuali dell'epoca, dal soprintendente ai Monumenti Francesco Valenti al direttore del Museo nazionale Ettore Gabrici, per evitare uno degli scempi più assurdi consumati a Palermo, con l'eliminazione di quel formidabile presidio militare che, per oltre un millennio, aveva assicurato il controllo delle aree portuali e delle zone di ormeggio.

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L'impresa appaltatrice fu solerte: in poco più d'un anno fu portata a compimento la demolizione, da cui si salvarono, in parte, solo il mastio e l'antica porta d'accesso. Quindi, nell'area del Castello - affacciato sulla Cala, l'antico porto della città - e sulle sue rovine, cominciarono a sorgere edifici industriali e si avviò un degrado inesorabile, con accumulo di enormi quantità di detriti, scorie, materiali tossici... Lentamente la città perse memoria di uno dei suoi luoghi "simbolo"! […] Rubrica su 5 pagine





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