Un patrimonio unico al mondo di memorie storiche e dati scientifici si conserva - ma ancora per quanto? - nel sottosuolo del capoluogo siciliano dove da oltre quattro secoli il contatto ravvicinato dei viventi con i defunti e l'Aldilà si esprime in una incredibile collezione di corpi mummificati...
I mmortalate nelle pagine di scrittori come Ippolito Pindemonte, Alexandre Dumas e Guy de Maupassant, le Catacombe dei Cappuccini di Palermo rappresentano una testimonianza unica. Non soltanto per il numero di mummie conservate nel corso di oltre quattrocento anni, ma anche perché il sito racchiude pagine importantissime sulle tecniche di imbalsamazione che si sono succedute attraverso i secoli e sulla vita e la morte di personaggi, più e meno illustri, che qui trovarono riposo. Tra questi, il garibaldino Giovanni Corrao (m. 1863), il vescovo di rito greco Agostino Franco (m. 1877), il viceconsole statunitense Giovanni Paterniti (m. 1911), fino ad arrivare alla piccola Rosalia Lombardo (m. 1920), la Bella Addormentata, da molti studiosi ritenuta "la più bella mummia del mondo". Per queste e tante altre ragioni, chi a Palermo varca la soglia che divide la città dei vivi da quella dei morti si appresta a compiere un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio, certo, ma soprattutto in un mondo che, nonostante il degrado in cui è immerso, grida ancora per essere ascoltato. […] Articolo su 12 pagine
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