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Scavi "AV" estate 2012

  :: Villaggio preistorico dei Faraglioni 2012
Scavo archeologico a Ustica per volontari
 

  Immagini scavi a Ustica  
 
 
 

Paolo Moreno

'Grandi bronzi: nuova storia dell'arte antica'

I Greci, maestri della bronzistica. Lo scopo di questa esposizione è mostrare in ordine di tempo alcuni bronzi originali nati nelle fucine greche. Il tutto per dimostrare che l’archeologia è sorta sotto i nostri occhi senza che gli addetti ai lavori se ne rendessero conto. Siamo davanti a una carrellata di bronzi diffusi in tutti i musei del mondo che si possono organizzare non solo cronologicamente. L’idea di questi percorsi me l’hanno fornita alcuni archeologi greci i quali dopo la seconda guerra mondiale iniziarono a trovare frammenti di originali che si credevano perduti nei magazzini dei loro musei. Anche in Italia e nel Mediterraneo abbiamo molti bronzi celebri. Penso all’Apollo del Pireo (520 a.C.): ritrovamento singolare all’interno di un capannone del porto del Pireo che stava per essere imbarcato. Penso poi allo Zeus da Ugento (Le), custodito al Museo archeologico di Taranto, arrivatoci intatto da uno scavo terrestre. C’è poi l’Auriga di Delfi trovato integro perché sepolto da una frana. La dedica ci dice che è databile intorno al 474 a.C. Di immediato impatto è il Tideo da Riace, uno dei due bronzi identificati come due dei Sette a Tebe. Per arrivare al bronzo di Lussino fuso in età romana.

Realismo del Pugile. Nei manuali queste scoperte non sono entrate con chiarezza. L’anello mancante è un bronzetto ellenistico di satiro danzante in una versione un po’ diversa che ci dice come nel II-I sec. a.C. esistessero già delle innovazioni sul tema. Un pugile famoso è quello delle terme che s’inquadra nel IV sec. a.C. opera giunta intatta da uno scavo sul Quirinale. Ha la caratteristica di immortalare un momento particolare. Alcune gocce di sangue applicate, presenti solo sul braccio sulla gamba destra, cadono dunque dalle ferite che ci sono sul viso, ferite ricreate in maniera molto realistica. Il pugile si è girato perché ha sentito la tromba dell’araldo che decreta la sua sconfitta. La statua che abbiamo descritto è opera del grande Lisippo.

Paolo Moreno
docente di Archeologia e Storia dell’arte antica all’Università di Roma Tre

(Testo non riletto dall’autore)



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