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Franco Andaloro'L'Archeologia marina: una nuova frontiera'Il bio-concrezionamento. L’idea dell’Archeoecologia marina è nata lo scorso anno a Ustica dove abbiamo ritenuto che fossero maturi i tempi per avviare un nuovo percorso. Ovvero unire alcune discipline che fino a quel momento erano separate. Abbiamo pensato così a una ricostruzione di percorsi ambientali che possono essere utili sia agli archeologi per alcuni aspetti dei loro studi, che agli ecologi per la conoscenza del passato. Tra le strategie comuni è quella relativa allo studio del fauling ovvero delle incrostazioni su oggetti o strutture sottoposti all’azione del mare. Un processo lento e complesso che si diversifica nel tempo in funzione di molti elementi. Questo percorso che noi vediamo in alcuni reperti ci consente la datazione del reperto, ma anche molte altre cose. Sull’orecchio del Satiro di Mazzara del Vallo ad esempio c’era un piccolo celenterato: un elemento che ci ha consentito di avere delle informazioni sul momento in cui è stato coperto dal sedimento in cui era immerso. Una forte esposizione alla luce e un ambiente molto ricco di nutrienti, accelerano molto il bio-concrezionamento, la crescita di questi vegetali e animali sul relitto. Al contrario la precipitazione di sedimenti in ambienti fangosi come nei fiumi insieme alla forte esposizione a correnti lo rallenta. Da una parte dunque c’è la corrosione, dall’altra la bio-costruzione. Studiare il fauling può consentirci attraverso l’analisi del Carbonio 14 la determinazione dei primi impianti, capire quando il relitto è stato esposto per la prima volta agli agenti marini, qual era l’ambiente di origine in cui quell’oggetto si trovò per la prima volto esposto…. Ad esempio su un oggetto esposto al mare 1500 anni fa noi possiamo capire come era il mare di 1500 anni fa. Il corallo cresce con estrema lentezza. Un corallo del diametro di cinque centimetri ha circa 240 anni, dunque se noi dovessimo trovarlo su un oggetto potremmo datarlo in questo modo. La bio-identificazione. Quella invece della bio-identificazione è una frontiera assolutamente nuova. Il mare coprendo gli oggetti ritorna poi alla propria vita. Una prateria di poseidonie spesso nasconde sotto dei reperti. La differenza della tessitura della prateria, la lunghezza delle foglie, possono farci pensare che un’interruzione su una prateria o una modifica possa celare un reperto. La geologia e la geochimica ci danno un grande contributo e attraverso dei percorsi e, in collaborazione con gli archeologi, siamo capaci di ricostruire le variazioni relative al mare e al clima con molte tecniche. I primi rapporti tra uomo e mare risalgono al Neolitico superiore, nel Mesolitico pare esistessero già delle imbarcazioni. Nel passaggio dalla fase mobile a quella stabile, il pesce e la pesca raggiungono nel Mediterraneo un livello di enorme importanza. Questo è importante per conoscere quali fossero le faune di alcune migliaia di anni fa. Il campionario dei pescatori del passato è estremamente interessante. La biodiversità ci permette di misurare lo stato di salute del pianeta. Non a caso si sta cercando di fronteggiare la diminuzione della biodiversità entro i prossimi tre anni. Ma per farlo abbiamo bisogno di conoscere quali fossero le condizioni del passato. Anche dalla cucina antica possiamo ricavare elementi importanti. Il garum ad esempio era fondamentale nella cultura antica, e per noi è una fonte importante per poter datare reperti ossei presenti nelle anfore utilizzate per questo piatto. L’uso dei reperti ci consente anche di capire come si sia modificata l’alimentazione umana. Improvvisamente compare il pesce che dà stabilità all’uomo neolitico, ma quando la coltivazione e l’allevamento raggiungono grande dignità, la pesca viene sempre più abbandonata. Il frazionamento isotopico è l’ultima frontiera dello studio che vogliamo intraprendere. Metodica che si basa sul fatto che ognuno è quello che mangia e questo diventa memoria chimica. Il nostro obiettivo è dunque quello di dare dignità autonoma a una scienza complessa che prima era proprietà frazionata di molte competenze. Vogliamo scoprire il passato e intuire il futuro nella maniera migliore. Franco Andaloro (Testo non riletto dall’autore)
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