Pruneti. Dopo aver visto il magnifico film La via dell'incenso. Ricerche in Yemen, proposto dalla Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto, invito il direttore Dario Di Blasi a presentare la propria attività. La grande passione di Di Blasi e il patrocinio del Museo civico di Rovereto consentono la sopravvivenza di questa manifestazione, che ormai è parte integrante del patrimonio culturale europeo.
Di Blasi. Non sono un archeologo, ma anche il mio lavoro si svolge nella ricerca, quella dei filmati da proporre ogni anno al vasto pubblico che ci segue. Un tempo questo compito era piuttosto faticoso, considerata la scarsità dei filmati a soggetto archeologico; ora, per fortuna, questa tendenza si è invertita. In Italia, tuttavia, si deve lamentare ancora una scarsa valorizzazione del documentario di archeologia. Questo non perché manchino i produttori o i registi, ma per una certa diffidenza verso l'argomento delle principali reti nazionali. Come dimostra anche la grande affluenza di oggi, c'è invece un interesse diffuso per l'archeologia. Sta a noi capire anche il perché di questa passione; uno dei temi che saranno affrontati nella decima Rassegna di Rovereto (ottobre '99) sarà proprio quello del rapporto fra antico e moderno. Da un recente sondaggio pubblicato sul «Giornale dell'arte» risulta che le mostre archeologiche sono gli eventi espositivi con la media assoluta di frequentatori giornalieri più alta. Questo interesse si è dimostrato, in modo per noi piacevolmente inatteso, anche a Istanbul e Belgrado dove io e Pruneti siamo stati l'anno passato, per la Rassegna e «Archeologia Viva», su iniziativa dei rispettivi istituti di cultura italiani. Quello di Istanbul, che ci aveva messo a disposizione una sala da 350 posti, era scettico sull'affluenza: il primo giorno si sono presentati 1000 spettatori.
Dario Di Blasi
direttore della Rassegna del cinema di Rovereto