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Scavi "AV" estate 2012

  :: Villaggio preistorico dei Faraglioni 2012
Scavo archeologico a Ustica per volontari
 

  Immagini scavi a Ustica  
 
 
 

Attilio Licciardi e Roberto Sequi

'Il contributo di un'isola minore alla difesa del Mediterraneo'

Pruneti. Accanto a me ho due ospiti tradizionali degli incontri di Archeologia Viva, in rappresentanza dell'isola che da dieci anni ospita i nostri corsi di archeologia e scienze subacquee. Ustica è, per molti aspetti, la bandiera della difesa del territorio in Italia e costituisce un model­lo am­ministrativo e politico che dovrebbe far scuola.

Licciardi. Colgo l'occasione per un plauso al lavoro che ormai da vent'anni viene svolto da Archeologia Viva a favore della divulgazione archeologica. Nell'ambito di quest'impegno, del resto, si colloca anche il rapporto fra la rivista, il Comune di Ustica e la sua Riserva marina, finalizzato allo svolgimento dei corsi di archeologia subacquea che ogni anno arricchiscono di contenuti e spunti nuovi la vita della nostra isola. Contemporaneamente si svolge a Ustica la Rassegna del cinema di ambiente mediterraneo, un evento culturale significativo, giunto quest'anno alla sesta edizione, sempre con la collaborazione di Archeologia Viva e della Rassegna di Rovereto. Oltre a sottolineare questa ormai storica collaborazione, mi preme suggerire qualche spunto di riflessione partendo proprio dalla mia esperienza di sindaco. Una piccola realtà sociale, come quella di Ustica, insieme a un'amministrazione attenta e sensibile, possono creare i presupposti per la nascita di iniziative scientifiche e culturali anche notevoli. Credo, del resto, che sia proprio uno dei compiti principali delle amministrazioni quello di creare una sensibilità diffusa alle questioni culturali, cercando, contemporaneamente, di incentivare la presenza di uomini di cultura e scienziati che lascino dei segni tangibili nella realtà locale. La salvaguardia dell'identità culturale si rende tanto più necessaria per un'isola come la nostra, per alcuni mesi all'anno destinata a essere sommersa da un turismo di massa, per poi ricadere in uno stato di apatica abulia. La conservazione della nostra identità passa, in primo luogo, attraverso la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico archeologico. In questo senso sono andati alcuni progetti come gli scavi condotti in località Contrada dello Spalmatore, dove è venuto alla luce un villaggio bizantino, o della Cumunedda, sede, in età neolitica di un importante insediamento. Contemporaneamente abbiamo ingrandito e riallestito il nostro museo di Torre Santa Maria, mentre sollecitiamo la conclusione delle strutture di visita del villaggio preistorico del Faraglione da parte della Soprintendenza per i beni culturali di Palermo. Ecco quindi che unendo le nostre risorse, la nostra posizione geografica, i resti archeologici, noi crediamo di mettere a disposizione di chi viene a Ustica non soltanto le bellezze naturali, che pure sono la nostra grande forza, ma anche un vivace patrimonio culturale.

Sequi. In poco più di otto anni con la piccola comunità di Ustica siamo riusciti a condurre in porto ben quattro progetti europei, tutti orientati alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio dell'isola. Ad esempio, si stanno ristrutturando gli edifici demaniali da anni in abbandono. In uno di questi troverà sede il nuovo acquario di Ustica, secondo nell'Italia meridionale dopo quello di Napoli. Parallelamente è in fase di recupero anche il vecchio faro, dove, invece, sarà ospitato il nuovo laboratorio di biologia marina. Ustica è anche al centro di importanti progetti di indagine scientifica. Si sta attuando una ricerca di geofisica pro­fonda che ha previsto l'inabissamento, a 2500 metri di profondità, di una stazione geosismica. Questa permetterà di acquisire dati fondamentali che saranno comparati con due altre stazioni simili, una negli Usa e l'altra nel Mar del Giap­pone. Questa ricerca consentirà anche di ricostruire la storia dei sismi nel Mediterraneo e, collateralmente, contribuirà ad acquisire dati archeologici in alta profondità. Concludo, ribadendo come la sinergia fra un'amministrazione intelligente e una comunità attiva sia riuscita a creare i presupposti per la nascita di un turismo scientifico e congressuale in un luogo dove, prima, non esisteva niente del genere e, un merito non piccolo, si deve alla decennale collaborazione con Archeologia Viva.

Attilio Licciardi
sindaco di Ustica

Roberto Sequi
direttore Riserva marina di Ustica




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