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COME STANNO OGGI I BRONZI DI RIACE?



La scoperta dei Bronzi di Riace, nell'agosto del 1972, segnò l'inizio di un viaggio a ritroso alla ricerca delle tracce attraverso le quali i Greci incarnarono il loro passato in quei giganti, da quel momento destinati a diventare leggendari. Un passato che coniugava la storia e l'immaginazione, che legava indissolubilmente eroi e protagonisti dell'antichità...

Attraverso il nuovo (e sempre aggiornato) sito web www.bronzidiriace.org, è ora possibile seguire, da ogni parte del globo, le fasi dell'innovativo intervento di restauro da poco avviato sui Bronzi di Riace, e le scoperte che le indagini porteranno via via alla luce.

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Un team composto da fisici, chimici e restauratori collabora per conoscere l'effettivo stato di salute di questi due capolavori riaffiorati dalle acque quasi quarant'anni fa: grazie al contributo delle diverse discipline coinvolte e con il supporto delle tecnologie più avanzate si potrà così rilevare la presenza di eventuali danni finora ignorati e valutare l'intervento di restauro più adeguato. La prima fase di queste indagini è partita con le analisi Gammagrafiche condotte dai fisici dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma. Questa tipologia di analisi, utilizzata per la prima volta sui Bronzi, si spera possa sciogliere anche quei nodi sui quali gli studiosi di archeologia e di arte antica dibattono ancora oggi. Le operazioni di natura conservativa rappresentano infatti una straordinaria occasione per conoscere più da vicino la storia dei Bronzi e per coinvolgere la comunità in una riflessione condivisa sul significato che questi antichi capolavori hanno agli occhi dell'uomo contemporaneo.

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Dettaglio del bronzo steso dopo l'apertura delle teche per il trasporto, Palazzo Campanella, Reggio Calabria, 21 dicembre 2009
(foto De Grandis)

Il sito web realizzato per l'occasione permette di seguire da vicino le vicende dei Bronzi. All'interno del sito, una giornalista e scrittrice di Reggio Calabria racconterà in un blog ciò che accade, mentre le immagini dei rilievi effettuati sia all'interno che all'esterno delle due statue saranno via via pubblicate. Attenzione particolare è stata data alle scuole: l'Area Didattica presente sul sito si rivolge infatti ai più giovani che hanno la possibilità di offrire il proprio punto di vista e confrontarlo con quello degli altri studenti di tutto il paese, per scoprire la ricchezza che queste straordinarie testimonianze del passato custodiscono.
Sul web si possono conoscere anche le attività legate a questa iniziativa. Per prima l'apertura al pubblico del Laboratorio di restauro, presso il Palazzo Campanella di Reggio Calabria, dove i visitatori possono vedere all'opera gli esperti. Non solo. Nella sala Green dello stesso palazzo è possibile visitare i reperti della collezione del Museo Nazionale della Magna Grecia, attualmente in fase di restauro in vista delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. È stata infatti inaugurata lo scorso 12 marzo una mostra (visibile a Palazzo Campanella fino a marzo 2011) che ospita i più importanti esemplari di Pìnakes in tutto il mondo, ex voto offerti dalle giovani future spose al tempio della dea Persefone.

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Bronzi stesi nel laboratorio di restauro a vista allestito a Palazzo Campanella, Reggio Calabria, 21 dicembre 2009
(foto De Grandis)

L'intervento di restauro testimonia il risultato di un'azione congiunta e sinergica che vede nella collaborazione tra il Laboratorio di restauro del Museo, la Soprintendenza per i Beni Archeologici, il Consiglio Regionale della Calabria il valore di un'operazione che ha già segnato i primi traguardi in termini numerici. In soli due mesi i visitatori del laboratorio di restauro hanno raggiunto quota 4200, superando di gran lunga gli stessi visitatori del museo che si aggiravano in media intorno al migliaio...

Informazioni
visite guidate mostra e
Laboratorio: tel. 800985164
Per seguire le operazioni di restauro:
www.bronzidiriace.org

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Rilevazioni vibrazioni, Palazzo Campanella, Reggio Calabria, 21 dicembre 2009
(foto De Grandis)


 I BRONZI: FORZA E FRAGILITÀ
(Pasquale Dapoto - Archeologo e Direttore del Laboratorio di Restauro del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria)

I Bronzi di Riace, per quanto possano sembrare vigorosi, potenti, possenti nella loro struttura fisica, simbolo di una vigoria e forza estrema, sono due statue fragilissime, sia per l'epoca di appartenenza, sia per le vicissitudini che hanno portato queste statue in Magna Grecia: vale a dire il naufragio e poi la lunga permanenza nelle acque marine.
Questa loro fragilità comporta una serie di difficoltà enormi anche soltanto per spostare le statue all'interno della sala museale, a maggior ragione uno spostamento che implica una movimentazione al di fuori del Museo, come quello che c'è stato dal Museo Archeologico Nazionale a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale.
È stato per noi un motivo di interesse anche da un punto di vista scientifico e tecnologico soprattutto perché nel corso degli anni, dal momento in cui i Bronzi sono arrivati a Reggio Calabria nel 1982, le tecniche ovviamente si sono evolute, questo tutto a beneficio della incolumità dei due reperti.
I Bronzi originariamente erano posizionati nella sala espositiva del Museo su due basamenti antisismici studiati in collaborazione con Finmeccanica. Questi basamenti erano dotati di un supporto formato da lastre d'acciaio sfalsate tra loro, tali che potessero oscillare qualora si fosse verificato un evento sismico a Reggio Calabria.
Le statue a loro volta erano ancorate a questo basamento tramite staffe posizionate in modo tale che i tiranti, presenti all'interno delle statue stesse, potessero essere regolati con degli strumenti che si trovavano all'interno di questi basamenti.
La prima operazione che si è dovuta necessariamente fare è stata quella di smontare la paratia dei basamenti e svitare materialmente i bulloni che imbragavano le staffe al basamento stesso.

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Foto S. Cardini

Le statue, successivamente, sono state avvolte poi da cinghie abbastanza morbide, tali da non rovinare la patina esistente sul bronzo e imbragate per l'operazione di sollevamento. Alle cinghie tradizionali, che si sono sempre usate, questa volta abbiamo aggiunto anche delle fasce molto più larghe, di tipo nautico, per non far aderire eccessivamente i tiranti al corpo delle due statue.
Come posizione finale le statue sono state appoggiate su 2 lettighe che riproducono esattamente le curve esterne delle statue, le stesse utilizzate nel 1982 quando le statue arrivarono qui a Reggio Calabria. Le statue, con il loro supporto sono poi state inserite all'interno delle casse utilizzate per il trasporto; ovviamente casse non normali: queste, sul proprio fondo, hanno degli ammortizzatori tali che eventuali scosse o piccoli movimenti dovuti al trasporto non diano fastidio, non stressino, come diciamo in termine tecnico, i due bronzi. Le statue, una volta sollevate e staccate dal piedistallo, dovevano rimanere in una posizione tale da non subire stress per lo sbilanciamento della parte del busto superiore rispetto alle gambe. Questo perché all'interno delle due statue vi sono staffe e tiranti in acciaio che le sorreggevano, le mantenevano solidali con il piedistallo.

Il restauro dei Bronzi di Riace è un lavoro che credo non finirà quasi mai, perché non si tratta semplicemente di un restauro conservativo, che è pur necessario trattandosi di reperti molto antichi e molto fragili e delicati. Si tratta, infatti, anche di un restauro conoscitivo.
Le due statue, come si sa, sono state rinvenute in mare prive di contesto archeologico. Pertanto non si hanno elementi precisi per poterne stabilire la datazione, la provenienza o la mano dell'artista che le ha concepite.

...

www.bronzidiriace.org





www.archeologiaviva.it/index.php/events/175/%3Cstrong%3EGli_Etruschi_e_il_commercio%3C/strong%3E.html

www.archeoavventura.it

www.ludiromani.it/

www.archeologiaviva.it/index.php/events/169/ISOLE_EOLIE%3Cbr%3Ecrociera_archeologica_e_naturalistica.html

www.archeologiaviva.it/index.php/Mode/events/CEID/7/Cinema.html

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