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<< IndietroFERRARA: NUOVO RINASCIMENTO PER IL PALAZZO DI 'LUDOVICO IL MORO'Palazzo Costabili, detto "di Ludovico il Moro", ospita dal 1935 il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, uno dei più importanti al mondo per la qualità e quantità delle ceramiche attiche a figure rosse che espone. Il museo conserva le testimonianze archeologiche ritrovate nella provincia di Ferrara, prime tra tutte quelle provenienti dagli scavi del fiorente porto commerciale etrusco di Spina che, tra il VI e il III sec. a.C., rappresentò uno dei centri focali della regione. Si possono ammirare alcuni dei corredi ritrovati nelle oltre quattromila tombe della necropoli della città (necropoli di valle Trebba e di Valle Pega), reperti talora veramente impressionanti per bellezza e ricchezza che accompagnavano il defunto nel viaggio verso l'oltretomba. Tra tali oggetti e manufatti, l'elemento più rilevante è costituito dall'imponente raccolta di vasi attici a figure rosse di V sec. a.C. e in generale dalla ceramica attica figurata che, nelle ripetute associazioni funzionali che ruotano attorno al cratere, evoca principalmente (e soprattutto nelle sepolture di rango) i rituali del convito e del simposio.
Sottoposto fin dal 1986 a radicali interventi di restauro, è oggetto dal 2005 di un ampio progetto di valorizzazione sia del museo che del palazzo e dei suoi spazi verdi. Nel giugno 2007 l'apertura al pubblico di otto nuove sale al piano nobile ha di fatto raddoppiato la superficie espositiva del museo, consentendo di esporre altri 550 reperti provenienti dalle necropoli di Valle Trebba e Valle Pega, corredi tombali di IV e III secolo a.C. tra cui spiccano i crateri della sala dedicata ai capolavori di Spina, i suggestivi di piatti da pesce e la ricostruzione di due sepolture spineti. Sempre nel 2007 si sono conclusi i restauri di quella che può essere considerata tra le più belle volte affrescate ancora esistenti a Ferrara: quella dell'Aula Costabiliana, detta "Sala del Tesoro", magistralmente realizzate da Benvenuto Tisi da Garofalo, tra il 1503 e il 1506. Nel corso del 2010 la struttura sarà ancora al centro di una serie di iniziative tese a restituirle il primato culturale che le spetta. La seconda stagione della manifestazione "Musica ed Arte al Palazzo di Ludovico il Moro" propone una serie di concerti che per 15 weekend, dal 21 febbraio al 12 dicembre, riporteranno a Ferrara musicisti dediti alla divulgazione di un patrimonio artistico di inestimabile valore particolarmente adatto alle dimore storiche. Dopo la riproposizione della Sala delle piroghe e della Sala degli Ori, adesso possibili visitare anche il Giardino neo-rinascimentale di palazzo Costabili, straordinario esempio di giardino formale storico ferrarese che sarà restituito alla pubblica fruizione dopo un complesso restauro realizzato sulla base di rigorose indagini storico-archivistiche, agronomiche, palinologiche e archeologiche. Informazioni: La Sala delle piroghe Scoperte nel 1940 in Valle Isola, provincia di Ferrara, le due imbarcazioni monossili, presumibilmente di età tardo romana (III-IV secolo d.C.), furono lasciate in loco e ricoperte di terra subito dopo il loro ritrovamento. Scavate dagli archeologi e recuperate nel 1948, vennero portate ed esposte al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara dove sono tuttora conservate. Le imbarcazioni esposte in Museo furono rinvenute durante gli scavi di un canale artificiale in Valle Isola, nel comprensorio delle bonificate Valli Nord di Comacchio, in provincia di Ferrara (località Casone Gaiano). Dal 1948 le monossili sono state inserite nel percorso museale, ne sono state protagoniste ed elemento di forte attrazione fino al termine degli anni Ottanta. In quel periodo l'inizio del restauro architettonico di Palazzo Costabili ha determinato la chiusura al pubblico del complesso museale.
Il ritrovamento delle piroghe documentato in una immagine d'epoca. L'intervento (a cura della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici e sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici grazie alla disponibilità dei fondi Lotto 2004-2006), ha riguardato il restauro e la conservazione delle due imbarcazioni con l'utilizzo di nuovi supporti e la valorizzazione con mirati apparati illuminotecnici e didascalici. Preliminarmente al restauro sono state effettuate accurate analisi scientifiche e diagnostiche, rese possibili grazie alla collaborazione dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e del CNR- IVALSA di Sesto Fiorentino, relative all'identificazione e alla caratterizzazione fisica e chimica della specie legnosa, caratterizzazione morfologica del deterioramento e all'identificazione dei prodotti usati nel corso del precedente intervento di restauro. Le dimensioni delle imbarcazioni sono tali (rispettivamente m 14,76 e m 12,10) che l'esecuzione degli interventi di restauro è dovuta avvenire necessariamente all'interno della sala espositiva stessa. Ciò ha peraltro favorito un riavvicinamento dei visitatori alle due imbarcazioni ormai "storicizzate" nel Museo di Ferrara: grazie anche alla disponibilità dei restauratori, è stato possibile seguire alcune fasi dei lavori e prendere contatto con le complesse e delicate problematiche connesse alla tutela e conservazione di un bene archeologico. Il nuovo allestimento espositivo ha un carattere volutamente cantieristico e tecnologico, condizionato dalla presenza di un impianto antincendio tipo "Sprinkler" e caratterizzato da supporti di metallo a vista e cordoni di tipo navale, illuminazione a led a luce fredda e calda ispirata ai riflessi dell'acqua e alla luce solare.
La Sala delle Piroghe. La Sala degli ori La collezione dei preziosi è costituita in gran parte da pezzi inediti e sconosciuti al pubblico che integrano e completano il panorama dell'esposizione dedicata alla necropoli di Spina; tale collezione è adesso esposta in un allestimento innovativo e raffinato.
Orecchino con protome di Acheloo. Oltre che oggetti di ostentazione di prestigio familiare, gli ori e i reperti preziosi di Spina esaltano il valore carismatico dell'orafo-artigiano, il demiurgo che manipola materiali che simboleggiano l'eternità in rapporto alla ciclicità e alla caducità della vita umana, secondo linguaggi e valori di carattere universale. I Giardini di Palazzo Costabili detto "di Ludovico il Moro" Il 18 giugno 2010 il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara si riapproprierà dei suoi Giardini, per anni preclusi al godimento dei visitatori e della cittadinanza e finalmente restaurati grazie a un accurato intervento di restauro. Il Giardino di Palazzo Costabili, quello attuale a mezzogiorno, costituisce l'unico esempio compiuto di giardino formale storico superstite a Ferrara. Non si tratta, in realtà, dell'originale giardino rinascimentale ma di una simulazione, un esercizio di stile realizzato negli anni Trenta, in occasione dei lavori di restauro del complesso, in un'area che corrispondeva in parte con gli antichi orti del Palazzo. Il giardino di rappresentanza vero e proprio era invece situato lungo la Via della Ghiara, a levante del Palazzo Costabili. Di questo giardino non rimane che un piccolo brandello e la memoria storica, testimoniata dai documenti e da vedute antiche. Il giardino di mezzogiorno ha subito, soprattutto negli anni cinquanta, numerosi interventi e l'impianto di specie arboree e arbustive incongrue, dettato più da mode e gusti del momento che da un vero progetto. Lo stato dell'impiantistica era obsoleto, la necessità di grandi manutenzioni non era commisurata alle risorse umane del Museo e alcuni alberi avevano mostrato preoccupanti segni di degrado. Per questi motivi è stato deciso un intervento finalizzato a una valorizzazione degli spazi verdi del museo che ha permesso, oltre che un restauro dei valori storici e formali, anche un'ottimizzazione delle risorse di manutenzione. Sono state effettuate indagini a tappeto affinché tutta l'operazione potesse contare su un quadro conoscitivo preciso e dettagliato.
Il giardino di mezzogiorno (anni '80). Indagini archeobotaniche e palinologiche hanno restituito interessanti dati sulle specie vegetali presenti nell'area nel corso dei secoli; studi agronomici condotti grazie ad una convenzione di collaborazione con il Comune di Ferrara, hanno consentito di ricostruire un quadro completo dello stato vegetazionale e agronomico; saggi archeologici hanno restituito nuovi importanti dati e conferme sulle strutture antiche e sugli impianti storici. L'intervento ha raccolto i dati di studio e ha permesso un restauro di elevato livello culturale che ha finalmente portato i giardini a nuova vita, mantenendo la sua impostazione storicizzata, i percorsi geometrici con le siepi di bosso, il labirinto, il pergolato di rose, il fondale coi monumentali cedri del Libano. Anche il Giardino di Levante, ciò che resta dell'antico, splendido giardino rinascimentale, è stato anch'esso oggetto di restauro e ospita adesso al proprio interno uno spazio in cui esporre i segnali tombali rinvenuti nella necropoli di Spina, costituiti da elementi lapidei provenienti da tutto il bacino del mediterraneo. Questa esposizione servirà anche per testimoniare le rotte commerciali dell'emporio spinetico. |
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