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<< IndietroVENEZIA E L'ARMENIA07-11-2011 Fino al 10 aprile 2012 una grande mostra dedicata alla civiltà armena è ospitata in occasione del V Centenario della stampa a Venezia del primo libro in lingua armena (1512), nei più importanti siti museali della città, in un percorso che si snoda dal Museo Correr, al Museo Archeologico Nazionale, fino alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana. Armenia. Impronte di una civiltà presenta, in un ricco e affascinante percorso cronologico e tematico, oltre duecento opere provenienti dai principali musei e biblioteche dell'Armenia e dell'Europa, tra cui alcuni rarissimi manoscritti e (opere eccezionalmente riunite in occasione della mostra veneziana) che danno conto degli alti traguardi raggiunti dalla civiltà armena nel campo spirituale, artistico, architettonico, economico e del pensiero. Manoscritto (Vangeli) del XIII secolo.
Antiche stele con la croce incisa, miniature dai vivissimi colori, documenti di architettura sacra e preziosi reliquari, custoditi per secoli nella Santa Sede della Chiesa Armena Apostolica a Echmiadzin, si uniscono ai suoni delle terre armene, accompagnando il visitatore in uno straordinario viaggio dentro la civiltà di questo grande popolo, in uno arco temporale che dagli albori del Cristianesimo giunge fino al XIX secolo. Particolare attenzione è rivolta ai lunghi rapporti degli armeni con le diverse culture dall'Europa e all'Estremo Oriente; proprio la speciale relazione con la Serenissima costituisce uno dei punti focali della mostra. Si tratta infatti di una relazione secolare, qui illustrata da documenti storici, manoscritti e opere d'arte, capaci di raccontare e spiegare al pubblico come si è sviluppata la presenza armena nella città lagunare e quali furono i rapporti politici, economici e culturali con Venezia.
Khachkar del XV secolo proveniente da Sotk.
Nell'ultima sezione, grazie ai preziosi manoscritti, si aprono scorci sulla scienza, la teologia, la filosofia, la storiografia e la letteratura; mentre una speciale è interamente dedicata alla pratica armena della stampa, la cui data d'inizio risale al 1512: qui sono esposti i migliori risultati dell'arte tipografica prodotti nella fitta rete delle colonie armene sparse in tutto il mondo. In questo speciale capitolo della mostra particolare importanza riveste la documentazione della gloriosa tradizione tipografica armeno-veneziana, portata all'apice della sua qualità dalla laboriosa e illuminata dedizione dei Padri Mechitaristi.
"Discesa di Noè dal Monte Ararat", dipinto di Ivan Aivazovskij del 1889.
Ma l'esposizione non si chiude negli spazi museali: i visitatori possono esplorare i luoghi armeni di Venezia, seguendo alcuni interessanti itinerari "disegnati" dai curatori, a partire dalla suggestiva isola di San Lazzaro, dove la sezione dedicata alla stampa e ai rapporti armeno-veneziani "traghetta" al termine della Mostra presso il Museo della Congregazione Armena Mechitarista (fino a fine estate 2012). Informazioni:
Reliquiario con frammento dell'Arca di Noè del 1698. |
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