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ROMA: LE COLLEZIONI SANTARELLI E ZERI


07-02-2012


Il Museo Fondazione Roma ospita, fino al 1° luglio 2012, un'inedita esposizione intitolata Sculture dalle Collezioni Santarelli e Zeri dedicata a due grandi collezionisti italiani: Federico Zeri, grande critico d'arte, e Paola Santarelli, appartenente a una famiglia del mondo imprenditoriale.

L'eposizione presenta in prevalenza statue, grandi frammenti lapidei e bassorilievi dall'antichità all'epoca barocca. Le opere, accessibili per la prima volta al pubblico in questa occasione, rappresentano gli interessi di Federico Zeri e di Paola Santarelli, i quali dedicarono molta attenzione alla scultura, nonostante le diverse posizioni e attitudini.

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Testa di Dioniso su busto di Vittoria in marmo bianco e porfido.
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto) 

 

La Fondazione Santarelli, istituita nel ricordo dei genitori Dino ed Ernesta Santarelli, ha concesso in prestito opere appartenenti al vasto nucleo fondativo della raccolta e alle aggiunte successive. Esse evidenziano un'intelligente linea strategica indirizzata su una produzione artistica fino a pochi anni fa assai sottostimata. La cospicua quantità di pezzi va dai reperti archeologici sino al ‘700, con un particolare interesse rivolto ai marmi colorati e alla storia di Roma.
Di inestimabile valore storico, artistico e filologico sono le opere provenienti dal lascito del grande Federico Zeri (Roma, 12 agosto 1921 - Mentana, 5 ottobre 1998), che il critico accumulò nell'arco della sua vita, senza mai disporre di grandi mezzi economici - come egli stesso raccontava - ma seguendo la curiosità e il livello qualitativo, assistito sempre da un'eccezionale competenza tecnica e da una notevole dimestichezza nel commercio dell'arte. L'occasione consente pure interessanti considerazioni sulla figura di quello che è stato probabilmente lo studioso d'arte figurativa più insigne dalla metà del XX secolo in qua.

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Testa di satiro in marmo (ambito romano, I secolo).
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto) 


La mostra

L'evento riunisce pezzi lapidei cercando di raccontare aspetti dello stile, dei soggetti e dei materiali della scultura, attraverso una selezione compiuta nelle due raccolte. L'esposizione mette in evidenza le affinità e le differenze che esse esprimono, permettendo qualche cenno sui vari approcci del collezionista nei confronti dell'opera da acquisire. Per illustrarlo è stato selezionato un nucleo straordinario di oltre 90 opere tra statue, reperti archeologici e ritratti provenienti dalle due Collezioni private e da importanti istituzioni museali, quali l'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici, l'Accademia Carrara di Bergamo, e i Musei Vaticani.
Sono esposti anche molti bassorilievi della tradizione berniniana che tramandano le reali fattezze dei loro committenti, illustrando una delle grandi conquiste figurative dell'Occidente: il ritratto.
Novità assoluta è l'illuminazione di alcuni pezzi, dinamica, proveniente da punti differenti. E' possibile così apprezzare meglio la qualità dei materiali e le tecniche scultoree delle superfici, nonché i volumi in gioco.

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Busto di Federico II in marmo del XIII secolo.
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto) 

 

Le tre sezioni
Statuaria e frammenti maggiori. La sezione riunisce esemplari di statuaria e frammenti dalle misure più cospicue. Ordinati con un
semplice criterio cronologico, costituiscono un insieme sistematico di pezzi che abbracciano un ampio lasso temporale, dai primi secoli avanti Cristo fino all'età neoclassica.
Sculture piccole e campionari di marmi. Sono qui raccolti manufatti scolpiti dalle dimensioni contenute, come la dolcissima Testa di fanciullo di ambito fiorentino del '500, abbinati a marmi colorati e a mattonelle lapidee.
Ritratti. Sezione dedicata al ritratto, genere notoriamente ostico all'attribuzione, poiché gli artisti, dovendo avvicinarsi alle sembianze reali del soggetto, hanno tendenzialmente ridotto la manifestazione del proprio stile. Ciò non toglie che l'avvicendarsi delle epoche artistiche sia perfettamente visibile attraverso le opere
esposte in questa sezione.

In ultimo è allestito lungo il percorso di mostra Lo studio dello scultore, dove viene ricostruita la bottega di uno scultore, dotata dei vari strumenti e dei materiali di lavoro, per fornire al visitatore un'idea concreta delle tecniche esecutive. All'interno della stanza sono stati collocati lavori dei due celebri falsari romani della prima metà del Novecento: Gildo Pedrazzoni e Alceo Dossena.

Informazioni: Tel. 06.39967888
www.fondazioneromamuseo.it


Altre sculture in mostra

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Bacco in marmo del II secolo.
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto)

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Testa di Hermes in marmo (ambito romano, I-II secolo).
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto) 

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Motivi fitomorfi in basanite (ambito romano, I-II sec.).
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto) 

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Busto in marmo e porfido del cardinale Marzio Ginetti (1673) di Alessandro Rondone.
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto) 

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Busto in marmo di filosofo (ambito veneto, XVIII secolo).
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto) 

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Busto di Alessandro Magno in marmo (ambito romano, III secolo).
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto) 

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Ulpia Felicitas (ambito romano, II secolo).
(Roma, Collezione Santarelli/Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli - Foto Giuseppe Schiavinotto)





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