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  N. 140-2010
Marzo-Aprile
 

  :: ALLA SCOPERTA DELL'ANTICA NARONA
Hrvoje Manenica
 

  :: LE ORE DELLA DONNA IN GRECIA E MAGNA GRECIA
Federica Giacobello
 

  :: SUL MONTE CETONA ALLA RICERCA DELL'UOMO
Maria Teresa Cuda e Nicoletta Volante
 

  :: UN TEMPIO SULLO SCOGLIETTO
Mario Cygielman, Elena Chirico, Matteo Colombini, Alessandro Sebastiani
 

  :: PIDOCCHI SULLA TESTA DEL RE!
Gino Fornaciari
 

  :: ­­­­­CASTELLO A MARE: PALERMO RISCOPRE IL SUO SIMBOLO
Francesca Spatafora
 

  :: BUCCINO E L'ANTICA VOLCEI
Guido Baligioni
 

  :: NELLE TOMBE 'SOSPESE' DI EL-HAGARSA
Maurizio Zulian
 

  :: LA CONTROVERSA VICENDA DELLA COMMODE GAUDREAUS
Silvia Segnalini
 

  :: RASSEGNA DI ROVERETO: I NOSTRI PRIMI VENTI ANNI...
Claudia Beretta
 

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  :: DALLE RIVISTE
a cura di Giulia Pruneti
 

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  :: INCONTRO CON SEBASTIANO TUSA
Intervista di Giulia e Piero Pruneti
 

  :: EDITORIALE
Piero Pruneti
 
 
 
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COLLEZIONE FARNESE



A seguito dell'apertura della Collezione di Pittura Pompeiana e del riallestimento delle sculture provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, nella cornice dell'ampio progetto di valorizzazione delle Collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e di ampliamento del percorso di visita, in corso quest'anno, è presentato al pubblico il riallestimento della Collezione Farnese e allo stesso tempo la riapertura delle sale che si dispongono attorno al quadriportico orientale del Museo che la ospiteranno.

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Statua di Atlante di eta' imperiale, copia romana da originale greco.
(Napoli, Museo Archeologico Nazionale / Foto di Luigi Spina)

 

Storia della Collezione

Iniziata da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III (1543-1549), la Collezione è una delle più grandi, se non addirittura la maggiore raccolta storica di sculture antiche del mondo - oltre 300 - formatasi nel Rinascimento e rimasta sostanzialmente intatta. Si compose nell'arco di un cinquantennio, grazie a confische, donazioni, acquisti sul mercato antiquario, ma soprattutto ai tanti rinvenimenti venuti alla luce nel corso degli scavi effettuati per la risistemazione urbanistica di Roma. Dapprima destinata ad abbellire il nascente Palazzo Farnese, la Collezione, estintosi il casato farnesiano, passò ai Borbone di Napoli, attraverso una complessa vicenda di trasmissioni ereditarie. Fu quindi trasferita nel capoluogo campano, diventando parte del patrimonio artistico della famiglia regnante. Costituita da quasi cinquecento tra sculture ed iscrizioni, la Collezione si propone, da un lato, come l'orgogliosa affermazione del potere dinastico familiare espressa attraverso la riproposta di colossali emblemi della religione e della storia antica (gigantesche immagini di Ercole, di imperatori, di divinità); dall'altro invece, con i ritratti di uomini illustri, i rilievi e i sarcofagi con temi mitologici, le epigrafi, come espressione di una ormai matura scienza antiquaria, che nella lettura dei testi iscritti, delle fonti letterarie, nella interpretazione delle scene figurate andava ricostruendo la cultura del passato.
Il viaggio verso Napoli dei marmi farnesiani, sottratti ai loro originari contesti collezionistici, significò, però, la fine della Collezione così come era stata concepita e organizzata tra Cinquecento e Seicento: nella città partenopea i marmi venuti da Roma, esposti nel nascente Museo napoletano divisi per materia e dimensioni, criteri storico-artistici dominanti nell'epoca, si fonderanno con i rinvenimenti degli scavi condotti in vari siti del Regno, principalmente quelli vesuviani e flegrei, dando luogo ad un Museo Nazionale quale, per qualità e quantità dei reperti archeologici in esso conservati, poche corti europee potevano vantare ma perdendo, col tempo, il ruolo di testimonianze di un gusto verso l'antico maturato nei secoli passati.

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Statua di Afrodite cosiddetta "Callipige".
Metà del II sec. d.C., copia romana da originale greco.

(Napoli, Museo Archeologico Nazionale / Foto di Luigi Spina)


La Collezione oggi

Il riordino espositivo, frutto di un lungo lavoro di studio e ricerca scientifica eseguito dalla Soprintendenza in collaborazione con l'Università Federico II di Napoli, risponde quindi al criterio di valorizzare le opere mediante la ricomposizione, dove possibile, dei contesti di provenienza e di ricostruire il contesto collezionistico ed il momento formativo della Collezione stessa. Il visitatore avrà così modo di percorrere un itinerario che si snoda attraverso le diverse sedi che nel corso del tempo hanno ospitato la Collezione, seguendone le vicende; lungo questo itinerario potrà apprezzare le punte di eccellenza, le molte opere di qualità altissima che ne segnano le tappe, ma insieme potrà percepire gli interessi, i temi propri della cultura dell'epoca, e attraverso questi accostarsi al documento antico e alla sua attuale, corrente interpretazione.
Oltre a un generale intervento di restauro e di pulizia delle sculture, è stata condotta in vista della attuale esposizione anche una nuova ricerca su documenti d'archivio, alcuni inediti, e sulle testimonianze grafiche, i disegni, che dal Cinquecento in poi sono stati tratti dalle sculture Farnese, e che con il loro numero imponente testimoniano il ruolo da queste giocato nella formazione del gusto per l'artista moderno.

Informazioni:
Tel. 848800288 / 081 4422149
www.6viaggi.it
www.campaniartecard.it
www.electaweb.com

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Statua colossale di Ercole (Alt. m 2,92) datata tra il II e il III sec. d.C.
(Napoli, Museo Archeologico Nazionale / Foto di Luigi Spina)







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