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Sardegna e Mediterraneo Mostra a Cagliari

22 maggio 2019


Sardegna e Mediterraneo
Mostra internazionale a Cagliari

Una spettacolare esposizione con oltre cinquecento reperti da tutto il mondo per connettere la Sardegna e la sua cultura nuragica con i grandi processi di civilizzazione nel Mare Nostrum. S’intitola “Le civiltà e il Mediterraneo” la grande mostra visitabile fino al 16 giugno al Museo Archeologico di Cagliari e presso il Palazzo di città, curata da Yuri Piotrovsky del Museo Statale Ermitage, Manfred Nawroth del Pre and Early History-National di Berlino, con la revisione scientifica di Carlo Lugli.


Demone eroe rinvenuto nel santuario nuragico di Abini in Sardegna (prima età del Ferro, Nuragico).
(Cagliari, Museo Archeologico Nazionale)

Isola mai isolata

La Sardegna ha avuto da sempre un ruolo centrale negli incroci di civiltà e come punto di osservazione verso l’esterno. Sorta di continente in miniatura per diversificazione territoriale e climatica, le sue specificità tornano ora a comunicare con le principali popolazioni mediterranee riconnettendo i fili di antichi dialoghi.

Il nucleo centrale dell’esposizione è dedicato all’archeologia preistorica sarda – circa centoventi le opere rappresentative dell’evoluzione delle culture dal Neolitico alla metà del primo millennio a.C. – mentre gli altri reperti rappresentano diverse culture e aree del Mediterraneo e del Caucaso. Straordinarie testimonianze del medesimo arco temporale provengono dai principali musei archeologici tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo del Bardo di Tunisi, il Museo Archeologico di Salonicco, il Museo di Berlino e ovviamente il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo. Una dimostrazione tangibile di come il bacino del Mediterraneo non sia stato un luogo chiuso ma contaminante e in continua evoluzione.


Ciondolo (metà I millennio a.C.).
(San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage)

Antiche rotte e porti sicuri

Vasellame in terracotta, elementi in ceramica, armi e utensili, oggetti di culto e antichi idoli, monili e straordinari oggetti in bronzo di diversa provenienza raccontano di antiche rotte e porti già conosciuti. Nell’età del Bronzo s’intensificano i traffici e gli scambi che univano, in modo diretto o mediato, i centri minerari, in particolare dello stagno e del rame, ai centri di produzione, arrivando a coinvolgere gran parte del continente europeo e le regioni asiatiche e imponendo società via via più complesse e meglio organizzate.

Uniti dai… lingotti a pelle di bue

Tra i reperti in mostra alcuni “lingotti a pelle di bue” una lastra metallica, solitamente in rame grezzo, prodotta e ampiamente diffusa nel Mediterraneo durante la tarda età del Bronzo. La forma ricorda appunto quella di una pelle di bue con delle protuberanze nei quattro angoli che servivano come impugnatura per il trasporto sulle spalle o per lo stivaggio. Cronologicamente inquadrati tra il XIV e il XI secolo a.C., sono stati rinvenuti a Cipro, in Anatolia, nel mar Nero, a Creta, nell’Egeo, in Grecia, in Sicilia, in Sardegna, in Corsica e Francia meridionale, e in alcune regioni dell’entroterra europeo dislocate lungo il corso dei grandi fiumi che dovevano fungere da vie di penetrazione.


Collana con pendente rinvenuta nel Nord Italia (seconda metà del XX secolo a.C.).
(Berlino, Museo della Preistoria e Storia Antica)

Più unicum che raro

Assoluta esclusiva della Sardegna è la civiltà nuragica nota soprattutto per il suo monumento simbolo, il nuraghe, ma anche per i suoi straordinari bronzetti e per le tombe dei giganti. Un vero e proprio unicum con qualche similitudine con le fortezze costruite nel Caucaso meridionale nella tarda età del Bronzo e nella prima età del Ferro. Riprova che, seppur lontane, le terre caucasiche hanno avuto contatti con le civiltà mediterranee.


Ciondoli zoomorfi (uccello) rinvenuti a Saglik in Azerbaijan (XIV-VIII sec. a.C.).
(Berlino, Museo della Preistoria e Storia Antica)

Riflessi e riflessioni sul Mediterraneo

«Che cos’è il Mediterraneo?» si chiede lo storico Fernand Braudel. «Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una cultura, ma una serie di culture accatastate le une sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa sprofondare nell’abisso dei secoli, perché è un crocevia antichissimo».

Info: 070.655911


Foto apertura articolo: figura di cavaliere rinvenuta a Cipro (VII – VI secolo a.C.).
(Berlino, Museo della Preistoria e Storia Antica)