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Immagini della gloria di Asti

6 giugno 2019


Esposto il Codex Astensis

Fino al 7 luglio, la Fondazione Asti Musei, in collaborazione con Comune di Asti, Soprintendenza per i beni archivistici e librari e l’Archivio storico del Comune, espone nel salone d’onore di Palazzo Mazzetti il Codex Astensis: un’occasione unica per ammirare il più importante documento storico di questo capoluogo piemontese. Il Codex Astensis, noto anche come Codice Malabayla, è una raccolta trecentesca splendidamente illustrata di cronache e documenti medievali che riguardano la città i Asti dal 1065 al 1353.


Papa Onorio III (1216-1227). (Codex Astensis)

Il Codex (380 carte legate in 45 fascicoli) è un vero e proprio liber iurium, ovvero un libro di leggi, raccolta di diritti della città, suddiviso in cinque parti: la Cronaca dello scrittore astigiano Ogerio Alfieri (1230-1294 circa), i privilegi e diplomi imperiali concessi al Comune, i documenti relativi ai territori ultra Tanagrum (oltre il Tanaro, l’affluente del Po che passa per la città), quelli relativi alle terre citra Tanagrum (al di qua del Tanaro) e una quinta parte contenente diversi atti e scritture.


L’imperatore Federico II di Svevia (1211-1250). (Codex Astensis)

Lo spettacolo delle miniature

Il manoscritto, in elegante e professionale minuscola cancelleresca, presenta capilettera riccamente ornati ed è corredato da 105 miniature: le prime 6 raffigurano personaggi illustri della città e dell’impero, mentre le rimanenti 99 illustrano i territori intorno alla città.

I visitatori hanno la possibilità di esplorare le più belle tra le splendide miniature – attribuite in buona parte al pittore milanese Giovannino de’ Grassi (1350-1398), uno dei massimi esponenti del tardo gotico italiano – grazie alla proiezione su schermo delle immagini salvate su supporto digitale, a cui si è fatto ricordo nell’ottica della conservazione di un bene archivistico assai fragile.


Costigliole d’Asti, nel sud del Piemonte. (Codex Astensis)

Una breve introduzione storica e artistica completa l’esposizione, raccontando anche episodi curiosi e sconosciuti come la storia stessa del Codex e del suo arrivo ad Asti nell’Ottocento grazie all’intervento del piemontese Quintino Sella.

Info: 0141.530403


Foto apertura articolo: Isola d’Asti. (Codex Astensis)