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Grotta (preistorica) Guattari 21 settembre giornata di visite

Grotta (preistorica) Guattari

12 settembre 2019


Un’occasione da non perdere. Il 21 settembre è possibile visitare la preistorica Grotta Guattari, sul promontorio del Circeo, nel Lazio. La visita, organizzata dalla Fondazione Marcello Zei onlus, è condotta da due archeologi che illustrano i numerosi pannelli esplicativi del percorso e guidano il pubblico nella Grotta. Dalle 18,30 verrà aperto il Museo Homo Sapiens, nella Torre dei Templari (visitabile con lo stesso biglietto).

Scoperta sensazionale: 80 anni fa

Il 24 febbraio 1939 sul promontorio del Circeo avvenne una scoperta sensazionale. Alcuni operai che eseguivano lavori di scasso per l’estrazione di pietra calcarea alla base della collina del Morrone nella proprietà dell’albergo Guattari (oggi Hotel Neanderthal) scoprirono l’ingresso di una grotta che si articolava in antri secondari.

Il suolo, come poté constatare anche il professor Alberto Carlo Blanc, che penetrò nella cavità il giorno seguente, era letteralmente cosparso di ossa fossili. Subito furono individuati resti di cervo, bue primigenio, capriolo, daino, cavallo e iena. Poi la scoperta più importante: il cranio fossile di un Uomo di Neanderthal (oggi custodito nel Museo Pigorini di Roma).

Prove (sconfessate) di cannibalismo

Il Professor Blanc osservò che l’allargamento simmetrico intorno al forame occipitale era identico a quello praticato in epoche recenti dai cacciatori di teste melanesiani (in Oceania) per estrarre il cervello dal cranio della loro vittima e mangiarlo in osservanza a pratiche rituali. Queste e altre osservazioni indussero a considerare verosimile l’ipotesi che il cranio del Circeo rappresentasse una testimonianza di pratiche di cannibalismo rituale diffuse nel Paleolitico. A partire dagli anni Ottanta, tuttavia, in seguito a moderni studi, furono sollevati molti dubbi su questa interpretazione.

Il reperto del Circeo fu nuovamente analizzato e gli esperti, pur riconoscendo che i danneggiamenti erano stati prodotti in tempi preistorici, non trovarono prove d’intervento umano. Neanche una sola traccia di scarnificazione e manipolazione da parte della presunta banda di cannibali, anzi ritennero che le fratture sul fossile avessero caratteristiche di agenti non umani.

“Opera” di iene e altri carnivori

Secondo la nuova interpretazione, la Grotta Guattari era una tana di carnivori e il cranio neandertaliano, sul quale sono numerose le tracce di denti, un avanzo di pasto di tali animali, segnatamente di iena maculata. Successivamente, un crollo di massi sigillò completamente la Grotta, il processo di riempimento e l’orologio del tempo si arrestarono, tramandandoci per quasi cinquanta millenni un suggestivo, remotissimo ambiente della Preistoria.

Info: 077.3547770


(Foto di Laura Gobbo)