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Marmi di Torlonia: presto svelati a tutti Anteprima mostra

22 ottobre 2019


Dal 25 marzo 2020 al 10 gennaio 2021 novantasei marmi della collezione Torlonia saranno visibili al pubblico a Palazzo Caffarelli la nuova prestigiosa sede espositiva di Roma Capitale dei Musei Capitolini.

Uniti nel segno dell’antico

“The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces” segna il primo passo dell’accordo tra il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e la Fondazione Torlonia ed è il risultato dell’intesa sottoscritta dalla Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e dalla Soprintendenza Speciale di Roma con la stessa Fondazione Torlonia.

Il progetto scientifico di valorizzazione della collezione è stato affidato a Salvatore Settis che cura la mostra con Carlo Gasparri, archeologi e accademici dei Lincei, e con l’organizzazione di Electa. L’allestimento è di David Chipperfield. Le sculture esposte sono state tutte restaurate grazie al contributo di Bvlgari.

Storia di marmi e di… collezionismo

I marmi Torlonia costituiscono uno spaccato altamente rappresentativo della storia del collezionismo di antichità a Roma dal XV al XIX secolo. La vicenda del Museo Torlonia alla Lungara (fondato dal principe Alessandro Torlonia nel 1875), che conta 620 pezzi catalogati, appare di eccezionale rilevanza. Questa raccolta è infatti l’esito di una lunga serie di acquisizioni e spostamenti di sculture fra le varie residenze della famiglia.

I pezzi in mostra non sono quindi solo insigni esempi di scultura antica (busti, rilievi, statue, sarcofagi ed elementi decorativi), ma anche il riflesso di un processo culturale – gli inizi del collezionismo di antichità e il passaggio dalla collezione al Museo – di fondamentale importanza. Un processo in cui Roma e l’Italia hanno avuto un primato incontestabile.

Cinque sezioni per un viaggio nel tempo

Il percorso della mostra è una sorta di viaggio nel tempo: la prima stanza allestita a Palazzo Caffarelli sarà dedicata ai ritratti, con vere e proprie sfilate di busti. La seconda sezione sarà invece incentrata sulle acquisizioni ottocentesche da scavo e coprirà l’intero arco dell’Ottocento della collezione Torlonia. Si passerà poi al Settecento con alcuni pezzi provenienti da Villa Albani e al Seicento con la collezione Giustiniani.

La quinta sezione, l’ultima, raccoglierà infine le collezioni romane del quattrocento e del Cinquecento passate poi al Museo Torlonia ed evidenziando il nesso fra gli inizi del collezionismo privato di antichità e il significato della donazione dei bronzi del Laterano al Comune da parte di Sisto IV nel 1471. Dall’ultima sala della mostra si potrà dunque entrare ai Musei Capitolini che conservano tutti questi bronzi, in modo da completare il percorso temporale e concettuale della mostra.

 Che collezione!

La Collezione Torlonia è conosciuta come una delle più importanti collezioni private d’arte antica al mondo. La sua genesi si deve alla passione per il collezionismo di antichità di diverse generazioni della Famiglia Torlonia, sfociata oggi nell’omonima Fondazione. Il nucleo degli oltre seicento marmi è composto da sarcofagi, busti e statue Greco-Romane, riunito nel corso del XIX secolo, frutto di una serie di acquisizioni delle maggiori collezioni patrizie romane, oltre che di scavi nelle terre di proprietà della Famiglia.

Il primo nucleo risale agli inizi del 1800, quando, tramite asta pubblica, entra nel patrimonio Torlonia la collezione dello scultore settecentesco Bartolomeo Cavaceppi: un’enorme raccolta di marmi antichi, terrecotte, bronzetti, modelli e calchi, che si trasforma nel nobile decoro delle principali residenze della Famiglia. Nella seconda metà del XIX secolo procedono in parallelo ad altre acquisizioni, anche i rinvenimenti archeologici dalle numerose proprietà suburbane della Famiglia, spesso coincidenti con antiche residenze di età imperiale (scavi di Roma Vecchia sulla via Latina, della Villa di Massenzio, della Villa dei Quintili, di Porto, per ricordare i più celebri).

Invito a… Palazzo Caffarelli

Un evento nell’evento. “The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces” inaugura i nuovi spazi espositivi di Palazzo Caffarelli, chiuso da oltre 50 anni e dal 2020 inserito finalmente nel percorso dei Musei Capitolini.

La storia di questo luogo è affascinante quanto travagliata. Espropriato dallo Stato alla fine della prima guerra mondiale e ceduto in seguito al Comune di Roma, Palazzo Caffarelli nel 1925 diventò sede del Museo nuovo di scultura antica contiguo al Museo del Palazzo dei Conservatori.

Così rimase fino al 1965, quando venne chiuso al pubblico per problemi di manutenzione. Il recupero è iniziato nel 1999-2000 nell’ambito delle attività connesse alla grande ristrutturazione dei Musei Capitolini. In quell’occasione sono stati scoperti ampi tratti delle fondazioni arcaiche del Tempio di Giove.

Primo passo per un grande progetto

La mostra che inaugura a marzo 2020 è la prima tappa di un tour espositivo – e sono in corso accordi con importanti musei internazionali – che si concluderà con l’individuazione di una sede espositiva permanente per l’apertura di un nuovo Museo Torlonia.


© Fondazione Torlonia – Foto Lorenzo De Masi