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Pompei e Santorini Due catastrofi per una grande mostra

   4 dicembre 2019


Akrotiri, fiorente capitale dell’isola di Thera, oggi conosciuta come Santorini sepolta da un’eruzione nel 1613 a.C., e Pompei investita dalla furia del Vesuvio nel 79 d. C. A Roma, le Scuderie del Quirinale, fino al 6 gennaio, ospitano la mostra “Pompei e Santorini: l’eternità in un giorno” dove si possono ammirare, per la prima volta insieme, le vestigia dei due siti archeologici, tra i più importanti e meglio conservati al mondo.

Curata da Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico di Pompei, e Demetrios Athanasoulis, direttore dell’Eforia delle Antichità delle Cicladi, con Luigi Gallo e Luana Toniolo, l’esposizione propone un percorso inedito attraverso innovative ricostruzioni e la selezione di preziosi reperti, in molti casi mai esposti al pubblico.

Testo di Massimo Osanna,  direttore Parco Archeologico di Pompei

Crocevia di popoli, tradizioni e religioni diverse, luogo unico per la sua storia, segnata da stratificazioni millenarie, il Mediterraneo rivendica un’indiscussa centralità nella cultura occidentale. Sulle sponde del Mare Nostrum sono sorte alcune tra le più grandi civiltà del passato che hanno segnato indelebilmente il corso del tempo.

Il loro sovrapporsi, ibridarsi, avvicendarsi è il soggetto principale dell’indagine archeologica, capace di offrire l’interpretazione contestuale di oggetti, spazi, pratiche e fenomeni di tipo sociale, economico e religioso.

(Tragico) destino comune

Le diverse entità culturali che compongono l’elaborato mosaico del Mediterraneo antico, trovano ad Akrotiri, sull’isola di Santorini, e a Pompei due casi emblematici. Investite da eruzioni simili, distanti più di 1700 anni l’una dall’altra, le città restituiscono edifici, affreschi, manufatti perfettamente conservati che permettono di resuscitare due civiltà ricche e complesse, evocando allo stesso modo la catastrofe che ha messo fine alla loro storia.

La riscoperta delle città sepolte, inoltre, ha nutrito l’immaginario artistico, offrendosi al contempo come soggetto iconografico e spunto di riflessione per l’evocazione delle catastrofi naturali.

Nata nell’ambito di una collaborazione istituzionale fra il  Parco Archeologico di Pompei e l’Eforia delle Cicladi – che prevede anche indagini sul campo, restauri e ricerche congiunte – realizzata da Scuderie del Quirinale-Ales, l’esposizione propone un confronto inedito fra i due siti antichi attraverso innovative ricostituzioni e la selezione di preziosi reperti, in molti casi mai presentati al pubblico.

Indietro nel tempo

La mostra, a fronte di un patrimonio dai sensi di lettura così complesso, rappresenta una risorsa straordinaria per offrire al pubblico un racconto inedito e godibile della storia. Più di trecento oggetti, fra statue, affreschi, vasi, rilievi, gemme, incunaboli e quadri, ripercorrono un arco temporale che va dall’età del Bronzo ai nostri  giorni.

Tramite un percorso concepito come una  macchina del tempo,  infatti,  l’esposizione permette di evocare il passato e la sua sopravvivenza nel mondo contemporaneo. Davanti alla ricchezza e alla varietà delle opere antiche e moderne presenti nelle sale delle Scuderie del Quirinale, non possiamo esimerci da un ragionamento sui valori trasmessi dall’arte: l’appartenenza a una cultura più antica, il futuro che ci unisce tutti nell’eredità trasmessa dalla storia.

Massimo Osanna

Informazioni: 02.92897722