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La Cultura batte il Corona Uffizi e Mann si raccontano

30 marzo 2020


Resto a casa “in compagnia”

Anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli-Mann e le Gallerie degli Uffizi di Firenze aderiscono alla campagna del Mibact #Iorestoacasa, lanciata dopo la chiusura dei musei e delle biblioteche in tutta Italia per l’emergenza coronavirus.

Tuttavia c’è modo e modo di rimanere tra le quattro mura. E quando le difficoltà diventano resilienza ecco che  il tempo da perso (male) si trasforma in ottimo investimento.

Eike Schmidt, direttore Gallerie degli Uffizi

Ne son convinti i due Super Direttori (Eike Schmidt per gli Uffizi e Paolo Giulierini per il Mann) che ad  Archeologia Viva raccontano com’è cambiato il loro ruolo e il rapporto con i milioni di visitatori “a distanza” tra pagine facebook stracolme di ringraziamenti, emozionanti virtual tour e videogame (anche in napoletano).

Paolo Giulierini, direttore Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN)

Gli Uffizi: tra Boccaccio e nuove tecnologie

È un successo ad esempio Uffizi Decameron, la campagna social lanciata dalla celebre Galleria con l’obiettivo è tenere compagnia, nel segno della grande arte, a tutti coloro che restano in casa.

Ogni giorno, sui profili Instagram, Facebook e Twitter degli Uffizi, sono pubblicate foto, video e storie dedicate ai capolavori custoditi nella Galleria delle Statue e delle Pitture, in Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli.

La Cultura contro il Contagio

Anche l’hashtag è tutto un programma. #UffiziDecameron è ispirato infatti alla celebre opera di Giovanni Boccaccio scritta nella metà del Trecento in cui dieci giovani sfuggono al contagio della peste nera rifugiandosi in una villa sui colli sopra Firenze e combattono la noia del ritiro forzato raccontando ciascuno di loro una novella al giorno.

Schmidt: “più forti e determinati di prima”

«Quella attuale – racconta ad Archeologia Viva il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – è una fase drammatica per tutti, in tutto il mondo.

Ma un grande museo comunque non può fermarsi. Anche se adesso le Gallerie degli Uffizi sono chiuse, abbiamo la responsabilità e il dovere di custodire e proteggere alcuni dei più grandi capolavori dell’arte mondiale.

Il mio impegno quotidiano dunque prosegue e anzi, se possibile, più forte e determinato di prima.

Inoltre, insieme ai miei colleghi sono molto più impegnato di prima sul fronte della comunicazione digitale.

 La grande risposta della gente

«Il museo è un luogo educativo e dunque si cerca di rimediare alla chiusura portandolo al pubblico via web. La risposta del pubblico è stata davvero calorosa.

Lo testimoniano i primissimi numeri della pagina facebook aperta due settimane fa dal museo: oltre 18mila follower in due giorni, adesso abbiamo superato i 37mila.

Il primo video che abbiamo pubblicato, con il mio saluto ai visitatori virtuali di tutto il mondo, veleggia oltre le 435mila visualizzazioni».

E l’arte diventa . . . a domicilio

Prosegue Schmidt: «I tour virtuali della nostra iniziativa #UffiziDecameron, con assistenti, restauratori e curatori che illustrano le opere, o i luoghi da loro preferiti nelle Gallerie, raccolgono tante condivisioni e commenti.

In molti ci ringraziano per il “servizio d’arte a domicilio” che diamo a tutti.

Questo è il nostro obiettivo, in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo: portare un po’ di bellezza e cultura nelle case di tutti.
L’incanto che deriva dalla visione dei grandi capolavori può essere un grande aiuto adesso per le persone, per le famiglie a casa. Può fare compagnia, alleviare la durezza dei momenti più sconfortanti. Può portare un po’ di leggerezza, un po’ di sollievo, un po’ di luce».

La forza della normalità al Museo Archeologico di Napoli

Stare a casa come se fossimo tra le collezioni dello straordinario museo partenopeo è invece la sfida del Mann che sulla seguitissima pagina facebook tutti i giorni della settimana (escluso martedì, riposo settimanale), pubblica un post in corrispondenza degli orari di apertura (9) e chiusura (19.30), assecondando così un normale ritmo quotidiano, pur essendo “fisicamente” chiuso.

Sono poi online i video dedicati alle opere e sale del Mann, i minidocumentari in cui i dipendenti raccontano i capolavori del Museo, mentre nel corso della giornata, “vanno in scena” le più importanti anticipazioni sui contenuti delle mostre in programma come quelle sugli Etruschi e Gladiatori.

Proprio in questi giorni è stata inoltre inaugurata la versione in Lingua Napoletana di Father and Son, videogioco gratuito che ha per protagonista proprio Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli con le sue celebri opere e l’architettura dei suoi luoghi.

Giulierini: “La storia ci insegna che non possiamo dominare tutto”

«Se questo è un momento drammatico per l’umanità – commenta il direttore del Mann Giulierini – è anche vero che può essere un’occasione per riflettere. Magari partendo dalla storia più antica.

L’Atene di Pericle fu piegata, oltre che dalle armi di Sparta, anche da una terribile peste. In quel momento il centro più fulgido della cultura occidentale, che aveva espresso Fidia, Socrate e tanti altri fu messo in ginocchio. Lo stesso Pericle morì per il morbo. Se cade Atene, si sarebbe potuto pensare, tutto cade.

Dalle ceneri si rinasce

«E invece poi – prosegue Giulierini – un  montanaro macedone abbeverato di cultura greca, Alessandro Magno, alcuni anni dopo creerà un impero fino all’India diffondendo in forma esponenziale i valori della grecità.
Ecco, in qualche modo dobbiamo avere coscienza che non possiamo dominare tutto e che alcuni momenti possono portare a una sorta di rigenerazione, di nuova messa a fuoco.

«Questo non significa non essere previdenti, ma forse il delirio di onnipotenza dell’uomo ogni tanto riceve una sorta di battuta d’arresto. In questo dramma è più che mai necessario riflettere su cosa stavamo perdendo di vista di importante.

 La fortuna di essere tutti più “social”

Secondo Giulierini la tecnologia, che normalmente bombarda per immettere in continuazione notizie nel web, ora, deve aiutare a riflettere. «Di fatto ci aiuta ad assaporare di più i tempi dilatati, che poi erano più vicini al modo di vivere degli antichi.

Non vorremmo mai un luogo-rifugio dalla tragedia presente, ma un laboratorio che offre speranza e nuovi stimoli per ripartire e aiutare gli uomini d’oggi grazie anche alla cultura».