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Olive per l’aldilà… nelle tombe dei Messapi

15 gennaio 2021


Nuove scoperte in provincia di Lecce

Una piazza cerimoniale, numerose tombe tra cui quella di un bambino, il rinvenimento di olive quali offerte destinate ad accompagnare il viaggio nell’aldilà. Sono alcune delle scoperte della prima campagna di ricerche effettuata nella necropoli messapica di Monte d’Elia ad Alezio (Le), risalente al IV-III sec. a.C., condotta dal Laboratorio di Archeologia classica dell’Università del Salento sotto la direzione del professor Giovanni Mastronuzzi.

Concluse di recente le operazioni di scavo, si prosegue ora con le analisi dei reperti. In particolare alcuni saggi di scavo hanno permesso comprendere l’andamento del rilievo collinare che accoglie la necropoli di Alezio, da cui è possibile osservare, su un lato, il mare e, sull’altro, l’antico insediamento messapico.

L’ultimo viaggio

Spiega Mastronuzzi: «Di estrema importanza è l’identificazione di una grande piazza cerimoniale intorno alla quale, all’interno di recinti costruiti con grandi massi, si concentravano i gruppi di tombe appartenenti a nuclei di famiglie o clan».

«Essa costituiva il punto di arrivo delle processioni che accompagnavano il defunto nell’ultimo viaggio dalla casa al luogo del seppellimento. È stata inoltre identificata una fossa al cui interno erano accumulati i resti di almeno 12 individui. Un ossario, insomma, collegato al funzionamento della necropoli e alla prassi del riuso delle strutture funerarie per varie deposizioni».

Questione di genere…

Tra gli oggetti appartenenti ai corredi: una lucerna, un piatto, una “trozzella” (tipico vaso della civiltà messapica – ndr), due pesi da telaio e un puntale di giavellotto.

Con alcuni di questi oggetti veniva identificato il sesso del defunto nel corso della cerimonia di inumazione (la “trozzella” per le donne, le armi per gli uomini), e gli stessi potevano indicare rango e ruolo ricoperti in vita.

Sepolto con i suoi giocattoli

«Un altro rinvenimento molto importante – sottolinea Mastronuzzi – è quello della tomba di un bambino, sepolto in un piccolo sarcofago con alcuni oggetti di corredo: un bicchiere per il vino (skyphos), un’anforetta, un sonaglio e un astragalo con funzione di giocattoli, e anche uno strigile. Quest’ultimo è elemento che contraddistingue gli atleti, potrebbe essere quindi un dono che sottolinea il mancato raggiungimento dell’età adulta. Intorno alle tombe abbiamo poi numerose deposizioni secondarie: i resti di inumati precedentemente collocati all’interno di sarcofagi potevano essere rimossi e spostati per accogliere nuove deposizioni».

Olive tra le offerte per l’aldilà

Le ossa e gli oggetti di ornamento personale, come anelli e spille, venivano religiosamente raccolti e ricollocati nelle immediate vicinanze delle tombe. Un dato di straordinario rilievo è, infine, rappresentato dal rinvenimento di olive, quali offerte alimentari destinate ad accompagnare il viaggio nell’aldilà.


Del team che conduce le indagini fanno parte i ricercatori del CNR – ISPC Ivan Ferrari e Francesco Giuri, gli archeologi professionisti formati a UniSalento Patricia Caprino e Francesco Solinas e le studentesse del corso di laurea magistrale in Archeologia Irina Bykova ed Elisa Lauri.
Le ricerche avvengono in regime di concessione ministeriale MIBACT e in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto con il contributo economico del Comune di Alezio e dell’Università.