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Neandertal: scoperte dai batteri intestinali

5 febbraio 2021


Microscopici ma fondamentali 

Analizzando il DNA antico presente in feci sedimentarie risalenti a circa 50.000 anni fa, un gruppo internazionale di ricerca è riuscito a individuare un nucleo di microrganismi che si ritrovano ancora oggi nell’intestino dell’uomo moderno: una scoperta che può rivelarsi utile per proteggere la biodiversità del nostro microbiota.

Importante rinvenimento in Spagna

Nel microbiota dell’Uomo di Neandertal erano presenti microrganismi promotori della salute che si possono ritrovare ancora oggi nell’intestino dell’uomo moderno.
La scoperta arriva da un gruppo internazionale di ricerca, guidato da studiosi dell’Università di Bologna, che è riuscito per la prima volta a estrarre e analizzare il DNA antico presente in feci sedimentarie risalenti a circa 50.000 anni fa, rinvenute nel sito archeologico di El Salt, vicino ad Alicante, in Spagna.

Luogo della scoperta. Scavi in corso nel sito archeologo di El Salt, nei pressi di Alicante in Spagna 

Come funziona il microbiota

Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi simbionti che a migliaia di miliardi abitano l’intestino umano.
Si tratta di un componente essenziale della nostra biologia, che ha funzioni importantissime per la salute, come la regolazione del metabolismo e delle funzioni immunitarie, compresa la protezione da microrganismi patogeni.

Spiega Marco Candela, professore al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna: «Questi risultati ci permettono di capire quali componenti del microbiota intestinale umano sono fondamentali per la nostra salute, perché evidentemente, anche in senso evolutivo, la loro presenza è indispensabile per il funzionamento dei processi biologici dell’uomo».

I rischi della dieta di oggi

Diversi studi hanno mostrato che alcuni elementi legati alla modernità – ad esempio il consumo di cibi processati, l’uso di farmaci, la vita in ambienti ipersanificati – ha portato a una profonda riduzione della biodiversità nel microbiota intestinale, con la perdita in particolare di una serie di microrganismi definiti “old friends”.

Per Simone Rampelli, ricercatore dell’Università di Bologna «il processo di depauperazione del microbiota intestinale nelle moderne popolazioni urbane occidentali potrebbe rappresentare un importante campanello d’allarme». Tra i segnali di allarme, il rapido aumento in Occidente di patologie come malattie infiammatorie croniche intestinali, sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e cancro al colon-retto.

L’aiuto del microbiota “antico”

Ma come è possibile individuare le componenti del microbiota intestinale che sono più importanti per la nostra salute, per poterle quindi proteggere con soluzioni mirate? È qui che nasce l’idea di ricercare i tratti ancestrali del microbiota umano, ovvero il nucleo di microrganismi che è rimasto invariato nel corso della nostra storia evolutiva. Una sfida che è oggi possibile grazie ad una nuova scienza, la paleo-archeo-microbiologia, che studia i microrganismi antichi presenti in reperti archeologici attraverso il sequenziamento del loro DNA.

Specie diverse stesso microbiota

I risultati dello studio suggeriscono l’esistenza di componenti ancestrali del microbiota che popolano l’intestino umano addirittura da prima della separazione tra Homo sapiens e Uomo di Neandertal, avvenuta più di 700.000 anni fa.

Questa componente ancestrale del microbiota intestinale umano comprende una serie di batteri ben noti che si dimostrano quindi essenziali per la nostra salute: producendo acidi grassi a catena corta a partire dalle fibre assunte con l’alimentazione, questi batteri sono importanti regolatori dell’equilibrio metabolico e del sistema immunitario.

Guardare indietro per guardare avanti

Conclude Candela: «Nell’attuale contesto di modernizzazione, in cui si assiste a una progressiva riduzione della diversità del microbiota, queste informazioni ci possono essere d’aiuto per creare nuove strategie integrate, tra dieta e stile di vita, dedicate a proteggere i microrganismi che sono essenziali per la nostra salute. È importante arrivare a promuovere stili di vita che siano sostenibili per il nostro microbiota intestinale, favorendo il mantenimento di una configurazione che sia compatibile con la nostra biologia».