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Greci di Calabria: sorprese dal Dna

16 febbraio 2021


Lunga storia di migrazioni

L’analisi genetica delle popolazioni dell’Aspromonte che ancora oggi parlano il greco-calabro ha permesso di ricostruirne una ricca storia di migrazioni e scambi culturali: sono gli ultimi rappresentanti di un’area di influenza greca anticamente molto più ampia.
Secoli di isolamento geografico e culturale hanno portato infatti le popolazioni che abitano le aree montuose dell’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria, e che ancora oggi parlano il greco-calabro, a evolvere un patrimonio genetico unico che si differenzia da quello delle altre popolazioni del sud Italia.

Patrimonio genetico sotto la lente

I risultati sono emersi grazie alla ricerca di un gruppo dell’Università di Bologna che ha analizzato il DNA degli abitanti di queste comunità, ricostruendo i processi migratori e demografici che si sono stratificati nella regione nel corso dei millenni.
Spiega la coordinatrice dello studio Donata Luiselli: «Con questa ricerca interdisciplinare abbiamo ricostruito l’eredità genetica delle ultime comunità ellenofone esistenti ancora oggi nella regione».

«Il territorio corrispondente all’attuale Calabria è sempre stato un importante crocevia di popoli e culture, e la ricchezza del patrimonio genetico e culturale delle comunità che abitano sulle montagne dell’Aspromonte ne è una perfetta testimonianza»

L’origine del greco-calabro

Il greco-calabro (o grecanico) è una varietà unica di greco che viene ancora oggi parlata in una piccola regione della provincia di Reggio Calabria, nota come Bovesia, sul versante ionico dell’Aspromonte. Ma da dove arrivi e quando sia nata questa tradizione linguistica è un tema su cui restano molti interrogativi. Un’ipotesi la fa risalire all’Alto Medioevo, portata dai discendenti dell’espansione bizantina. Un’altra ipotesi si spinge invece molto più indietro nel tempo, fino all’epoca della Magna Grecia.

Più di recente è però emersa la possibilità che entrambi questi scenari siano corretti e che questa tradizione proseguita nel corso dei secoli possa aver ricevuto contributi dal greco in diversi periodi, rafforzata via via da più  ondate migratorie. Possibilità che ora possono essere interpretate anche alla luce dell’analisi del patrimonio genetico degli abitanti della Bovesia.

Origini più antiche di quanto si pensasse

Commenta  la ricercatrice Stefania Sarno: «Sono emersi strati genetici molto più antichi di quanto si potesse immaginare, e legami di lunga durata con il Mediterraneo orientale, risalenti fino al Neolitico e all’Età del Bronzo, che hanno caratterizzato la storia genetica di tutta l’Italia meridionale. In seguito, poi, si sono susseguite molteplici migrazioni, tra cui quelle di persone di lingua greca durante l’era classica, in Magna Grecia, e quelle in epoca bizantina, che hanno verosimilmente mantenuto e in alcuni casi rinforzato scambi genetici e culturali».

Caratteristiche genetiche uniche 

Per arrivare a ricostruire questa complessa storia, gli studiosi hanno analizzato il genoma di un campione di individui provenienti dalle aree dell’Aspromonte che conservano e parlano il greco-calabro, mettendolo a confronto con quello di altre popolazioni provenienti dalla stessa area geografica ma che hanno da tempo abbandonato questa tradizione linguistica. Gli stessi dati genetici sono stati poi confrontati anche con altre popolazioni dell’Italia meridionale e con genomi antichi e moderni di popolazioni europee e del bacino del Mediterraneo.

«Nelle popolazioni dell’Aspromonte – conclude la ricercatrice Cristina Giuliani – l’isolamento geografico, amplificato dalle differenze culturali nei gruppi che ancora oggi parlano il greco-calabro, ha permesso non solo di conservare un’unica varietà linguistica, ma anche di evolvere un peculiare patrimonio genetico. Segnali di isolamento e deriva genetica rispetto alle altre popolazioni del sud Italia risultano infatti più elevati nelle comunità dell’Aspromonte che sorgono nei luoghi geograficamente più isolati e che conservano ancora oggi un certo numero di abitanti che parlano il greco-calabro».

Ultimi testimoni dell’influenza greca

Nel complesso queste comunità dell’Aspromonte condividono legami genetici antichi con popoli dell’area dell’Egeo e dell’Anatolia, del Vicino Oriente e del Caucaso che si ritrovano anche in altre comunità del sud Italia. Ma l’isolamento geografico e culturale le ha portate nel corso dei secoli a differenziarsi in modo unico, emergendo oggi come le ultime rappresentanti di un’area di influenza greca.


In apertura: vista del paese di Bova, in provincia di Reggio Calabria, al centro dell’area grecofona della Bovesia (Foto Donata Luiselli)