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Betlemme e Aquileia: mai così vicine

12 luglio 2021


Filo (in)visibile

Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza. È questo il titolo della mostra visitabile fino al 30 settembre 2021 nella sede di Palazzo Meizlik ad Aquilieia.  Un’occasione straordinaria per celebrare il filo – finora rimasto inesplorato – che lega Betlemme ad Aquileia.

Giochi di luce sulle impalcature durante il restauro dei mosaici parietali

Unite dalla bellezza

L’accostamento tra i due siti Patrimonio dell’Umanità– e in particolare tra la Basilica della Natività di Betlemme e la Basilica di Aquileia – si deve all’interesse delle recenti scoperte nella stessa Basilica della Natività, avvenute nel corso del restauro condotto a partire dal 2013 dall’azienda italiana Piacenti s.p.a., un’eccellenza del settore.  Ai lavori di Betlemme, finanziati grazie all’impegno dell’Autorità Palestinese, hanno fatto seguito ricerche accurate, evidenziando straordinarie analogie nella genesi e nell’evoluzione dei due complessi.

Restauratori al lavoro sul mosaico pavimentale della basilica costantiniana di Betlemme 

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo si snoda in due sezioni: la sezione Betlemme, curata da Taisir Hasbun, Alessandro Fichera e Tommaso Santi, si avvale del progetto di scavo e restauro durato dieci anni come di un filo che permette di ricucire attraverso testi, foto e video la storia del monumento più antico della Cristianità per concludersi con un video dove viene letteralmente svelata la Basilica nella sua ritrovata bellezza.

La stella d’argento che segna il luogo della nascita di Gesù nella grotta della Natività

Vicine Lontane

La sezione Aquileia, curata dagli archeologi Salvo Barrano e Luca Villa, conduce direttamente alle origini dell’arte cristiana indagando in profondità il rapporto tra le due città separate da oltre duemila miglia.



Giochi di luce sul mosaico della Basilica © G. Baronchelli

Sempre la sezione Aquileia si focalizza inoltre sui grandiosi mosaici di età costantiniana nel primo impianto della basilica di Aquileia realizzata dal vescovo Teodoro e prosegue con il racconto, anche grazie ai contenuti multimediali, dell’evoluzione della celebre basilica cristiana nei secoli.

I graffiti lasciati dai fedeli e dai pellegrini sugli affreschi della cripta della Basilica di Aquileia. © G. Baronchelli

Zorino: «Ripartiamo dalla cultura»

 «Con questa mostra – evidenzia Emanuele Zorino, presidente della Fondazione Aquileia – confermiamo l’impegno nel raccontare la centralità della splendida civitas nella storia della Cristianità e nel rapporto vivissimo con il Mediterraneo e con l’Oriente».

La Basilica di Aquilieia con piazza Capitolo e piazza Patriarcato 

«In una fase post-pandemica complicata per l’economia globale, la Fondazione Aquileia ha voluto scommettere su un’iniziativa che mette al centro l’indagine storico-archeologica come occasione per porre nuovi quesiti alla comunità scientifica, ma anche come strumento concreto per il rilancio turistico del territorio e per l’affermazione del dialogo interculturale, rivendicandone al tempo stesso la funzione di deterrente alle angosce contemporanee e alle nuove minacce di conflitto».

Interno della basilica di Aquileia © G. Baronchelli

Messaggio di pace

«La mostra – sottolinea S.E. Issa Kassissieh, membro del Comitato Presidenziale Palestinese per il Restauro della Basilica della Natività – valorizza la chiesa della Natività restaurata in tutta la sua bellezza artistica e significato storico, e ancor di più nel suo messaggio spirituale».

Il tetto della basilica di Betlemme fotografato dal campanile ortodosso durante

«Crediamo fermamente − conclude Zorino – che attraverso la bellezza e il potere dell’arte, della storia, della cultura e della fede possiamo davvero promuovere la conoscenza tra culture, rafforzare il dialogo interreligioso, ed essere di ispirazione per il progresso delle generazioni future».

Due città per il Cristianesimo

Spiegano i curatori della sezione aquileiese Salvo Barrano e Luca Villa:«Aquileia e Betlemme, sorte in due aree opposte del Mediterraneo, appaiono significativamente dal ruolo preminente nell’irradiazione e nell’affermazione del cristianesimo, come suggeriscono le testimonianze monumentali che vi sono conservate».

Vie di cammino medievali

Aquileia e Betlemme tra arte e fede

Proseguono i due curatori: «Sia il santuario sorto sulla Grotta di Gesù sia il complesso della città adriatica appaiono entrambi edificati in epoca costantiniana, agli inizi del IV sec. d.C.  Sul luogo della Natività venne eretta, per volere dello stesso imperatore Costantino, una grande basilica, un complesso che ebbe da subito un’estrema rilevanza nel mondo cristiano, divenendo meta di pellegrinaggi da ogni parte dell’impero, come accadde anche per tutti gli altri luoghi della Terra Santa che conservavano traccia della vita e della passione di Cristo».

La basilica giustinianea vista da sud dopo il restauro del tetto

«Negli stessi anni ad Aquileia il vescovo Teodoro innalzava, alla guida di una fervente e benestante comunità locale, uno dei più antichi e importanti complessi paleocristiani dell’Occidente, dove si conservano straordinarie testimonianze dell’arte cristiana, prima fra tutte il più esteso mosaico pavimentale dell’Occidente».

La mostra. è promossa dalla Bethlehem Development Foundation e dall’Alto Comitato Presidenziale per gli Affari religiosi in Palestina e dal Comitato Presidenziale per il restauro della Basilica della Natività e organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con il Comune di Aquileia, la Fondazione So.Co. Ba., con il sostegno di Piacenti s.p.a. e il patrocinio del Ministero della Cultura.


Quando e come visitarla. Da martedì alla domenica dalle 10 alle 19 e il biglietto d’ingresso alla mostra (€ 6) comprende anche l’ingresso alla Basilica di Aquileia, alla cripta affreschi e alla cripta scavi per permettere ai visitatori di proseguire il percorso alla scoperta delle meraviglie della Basilica di Aquileia.

Info: www.fondazioneaquileia.it


Foto apertura: I mosaici conservati nel muro settentrionale della navata centrale