Dal guscio allo scheletro: millenni per l’evoluzione Archeologia navale

Archeologia navale

Archeologia Viva n. 193 – gennaio/febbraio 2019
p. 71

di Francesco Tiboni

La tecnologia delle costruzioni navali è stata una delle più conservative nella storia dell’uomo prudentemente gestita dai maestri d’ascia del Mediterraneo che per millenni non si sono arrischiati in sperimentazioni diverse

Alla base della costruzione navale antica c’è un principio fondamentale e molto semplice che, comune a diversi ambiti della tecnologia, possiamo sintetizzare come “imitazione della natura”. La scelta del legno come materia prima, così come le iniziali forme elementari di imbarcazione, rispondono a questo principio. Non è pertanto un caso che, per molti secoli, lo sviluppo della cantieristica navale del Mediterraneo abbia mantenuto inalterati i concetti basilari delle costruzioni, modificando solo i processi, peraltro con una lentezza che forse non ha uguali in alcun altro ramo tecnologico.

Prima le tavole del fasciame…

Dalla preistoria e fino a tutta l’età imperiale romana gli scafi lignei dei diversi popoli mediterranei hanno tutti in comune una cosa non secondaria: sono concepiti per galleggiare grazie alle qualità di resistenza e impermeabilità proprie dello scafo, inteso come guscio, a prescindere dall’installazione o meno di uno scheletro al proprio interno. […]