Kınık Höyük. Sopravvivenze ittite in Cappadocia Scavi italiani in Turchia

missione archeologica in turchia

Archeologia Viva n. 194 – marzo/aprile 2019
pp. 58-68

di Lorenzo D’Alfonso, Clelia Mora e Cesare Oddicini

Nel buio storico che caratterizza l’Anatolia nei secoli successivi alla caduta dell’impero ittita e prima delle conquiste assire uno squarcio di luce ci viene dagli scavi nel sito cappadoce di Kınık Höyük

Qui una missione archeologica dell’Università di Pavia e di New York sta indagando un centro urbano periferico sopravvissuto al collasso dell’impero

Nel Mediterraneo orientale il passaggio dall’età del Bronzo all’età del Ferro è segnato dalla fine dell’età dei Palazzi. Così, nel breve arco di alcuni decenni del XIII sec. a.C., il regno miceneo e l’impero ittita, che di questa fase storica erano stati due grandi protagonisti, scomparvero dalla scena politica internazionale.

Le concause che ne segnarono la fine sono molteplici: una siccità prolungata, la formazione di nuovi gruppi di mercenari e mercanti indipendenti dal sistema politico dei Palazzi, la crisi del sistema socio-economico basato sull’accentramento delle risorse sempre a favore del Palazzo e dei suoi dipendenti e, non ultima, la fragilità strutturale delle stesse entità statali.

Gli Ittiti, che avevano costituito un impero capace di durare oltre quattrocento anni (dal XVII alla fine del XIII sec. a.C.) e di controllare territori dalla costa egea dell’Anatolia fino all’Alto Tigri e, a sud, fino alla Siria centrale, passarono dallo status di grande potenza politica e militare dell’Asia occidentale al totale oblio: la storia e la stessa esistenza di un grande impero anatolico del II millennio a.C. furono rapidamente quasi del tutto dimenticate.

Tuttavia, se andò persa la memoria delle vicende legate all’impero ittita, grazie alle ricerche degli ultimi decenni sappiamo che l’arte figurativa, i culti, la lingua luvia e la scrittura geroglifica anatolica (utilizzata soprattutto per iscrizioni monumentali già in età imperiale) sopravvissero nell’Anatolia sud-orientale, nel Levante e nella Siria settentrionali. Centri e siti quali Karkemiš, Malatya, Karatepe e Tell Tayınat (nella Turchia attuale), Aleppo, Hama e ‘Ain Dara (nell’attuale Siria) ci hanno lasciato importanti testimonianze: per tale motivo i principati che fiorirono in questa regione dopo la caduta dell’impero sono stati definiti “Stati neo-ittiti”.

Si trattò di potentati che cessarono di esistere con l’espansione dell’impero assiro nell’VIII sec. a.C. e le cui vicende ci sono note soprattutto attraverso fonti locali e assire, e anche attraverso la Bibbia. Invece, cosa accadde all’Anatolia centrale, ovvero alla regione a nord del Tauro, che nel II millennio a.C. era stata il cuore dell’impero ittita?  […]