Roma e la forte dinastia venuta dall’Africa Obiettivo su...

Le architetture monumentali del complesso severiano sul Palatino a Roma

Archeologia Viva n. 194 – marzo/aprile 2019
pp. 6-10

a cura di Giulia Pruneti

Dal 193 al 235 d.C. Roma fu guidata dalla grande dinastia dei Severi: il capostipite era un africano di origini italiche e fu l’unico… a morire nel suo letto

Tra faide e guerre civili la grande famiglia imperiale lasciò il segno anche per riforme straordinarie e ora la Capitale le dedica un’importante mostra

Ripercorrere la storia della dinastia dei Severi significa tracciare il profilo dell’ultima, grande famiglia imperiale romana, che regnò per quarant’anni: dal 193 d.C., quando Settimio Severo, un africano di origini italiche nato a Leptis Magna (città di origini fenicie sulla costa dell’attuale Libia), riuscì a imporsi come imperatore dopo una lunga e sanguinosa sequenza di guerre civili, fino al 235, anno in cui Severo Alessandro, ultimo rappresentante della dinastia, fu trucidato dai legionari di stanza a Magonza. Ciascun membro della dinastia si macchiò o restò vittima di molti ed efferati delitti. Nessuno, a eccezione del capostipite Settimio Severo, morì nel proprio letto. Questi governò con pugno di ferro, epurando il Senato di Roma dai suoi avversari.

Si trattò di un periodo chiave della storia romana,

in cui nuovi territori furono conquistati e si diede un notevole impulso all’economia, uscita da tre decenni di crisi finanziaria e produttiva. Nella società romana si diffusero nuovi culti e religioni, primo fra tutti il cristianesimo. Fu l’ultima stagione di quel movimento intellettuale cosmopolita noto come “Seconda sofistica”, e soprattutto fu l’epoca d’oro dei grandi giuristi. Nel campo delle arti si registrò una notevole fioritura letteraria. L’Urbe si arricchì di nuovi edifici, mentre altri furono restaurati.

Alla stessa stregua, molte città dell’impero (in Africa, Egitto, Siria e province anatoliche) fiorirono e divennero importanti capitali. Nell’età dei Severi si affermò anche una chiara dimensione cosmopolita: i membri del Senato e dell’ordine equestre furono cooptati da ogni angolo dell’impero, la mobilità di uomini e merci fu garantita dal-l’assenza di barriere e, oltre al latino e al greco, trovarono espressione letteraria anche altre lingue, quali il siriaco.  […]