Scoperto a Pella il teatro di Euripide di Paolo Storchi

16 marzo 2019


Una indagine attesa

Nel dicembre del 2017 presso la Sapienza Università di Roma fu organizzato un convegno sulla Macedonia ellenistica; una archeologa greca presentò un contributo sugli edifici per riunioni e spettacoli della regione, lamentando come perfino di alcune delle più importanti città macedoni si ignorasse l’ubicazione del teatro. Il primo, e più lampante, esempio fu quello di Pella, la patria di Filippo II e Alessandro Magno.

A queste parole il compianto Enzo Lippolis, ben consapevole della passione di chi scrive per la ricerca degli edifici per spettacoli scomparsi, si girò verso di me sillabandomi «trovalo tu!». A poco più di un anno di distanza da questi eventi sull’Annuario della Scuola Archeologica Italiana di Atene abbiamo pubblicato un contributo sull’argomento. È vero che, fino a quando non sarà effettuato uno scavo archeologico, non si potrà dire nulla di certo, ma, possiamo affermare, con buoni margini di sicurezza, che il sito dove sorgeva il teatro dell’antica capitale di Macedonia è stato verosimilmente identificato.

Pella da villaggio a città reale

Che Pella fosse dotata di un edificio di questo tipo era cosa certa. La città giocò un ruolo assai importante nella politica di Archelao, re di Macedonia nel V a.C. Questi mirava a essere accettato dal mondo greco, che invece vedeva i Macedoni quasi come barbari. Pertanto decise di trasformare quello che era un piccolo villaggio di sparute case in una grande città, dominata da un maestoso palazzo, grande tre volte quello dove abitarono i suoi avi ad Aigai, e raffinatamente decorato dai più rinomati artisti dell’epoca, come il pittore Zeusi. Archelao e i suoi successori non si accontentarono però di questo: vollero a corte anche i più grandi letterati dell’epoca, come Euripide che qui morì, stando a una tradizione, divorato dai cani randagi.

Se ciò non bastasse, il teatro viene esplicitamente nominato per un fatto relativo al più celebre dei nati a Pella: Alessandro. Plutarco ci informa del fatto che questi voleva fare dono alla sua città di un proscenio di bronzo per il teatro e, cosa rara, Alessandro fu impedito nella sua decisione: un ignoto architetto si rifiutò di mettere in pratica l’opera, sostenendo che, così facendo, il suono non si sarebbe ben propagato nella struttura.

L’immagine inconfondibile di un teatro elleniastico

Si aveva dunque la certezza che in questa metropoli ci fosse un teatro, ma i vari tentativi di ipotizzarne la posizione non avevano dato risultati, soprattutto perché si riteneva che Pella fosse stata modellata a somiglianza dell’antica capitale e dunque, come in quel sito, il teatro (che ad Aigai è di piccole dimensioni) dovesse trovarsi presso la stessa collina che ospita il palazzo reale.

L’analisi delle immagini di Google Earth e Bing e, in particolare, l’esame dell’areale attraverso la funzione di visualizzazione prospettica dei software, ha evidenziato che in un particolare anno (il 2006) in cui la vegetazione non era folta, nella collina a est di quella del palazzo si poteva apprezzare una anomalia molto regolare di forma, all’incirca, semicircolare che ricorda nelle linee evidenziate dal variare della crescita vegetativa, quelle che paiono la cavea, l’orchestra e l’edificio scenico di un tipico teatro di età ellenistica, peraltro di dimensioni decisamente considerevoli, degne di una grande capitale, imponenti anche se rapportate a quelle dei teatri della Grecia propria. Questa impressione è stata avvalorata dalla ricognizione diretta sul posto, passaggio basilare nella ricerca archeologica e topografica. Bisognerà attendere certamente una conferma archeologica, ma penso di avere assolto al compito affidatomi dal caro professor Lippolis…

Paolo Storchi
Scuola Archeologica Italiana di Atene