Vittoria. Brescia celebra la sua… Rinascita di un capolavoro

Archeologia Viva n. 207 – maggio/giugno 2021
pp. 40-51

di Marcello Barbanera, Marco Bazzini, Michele Bici, Annalena Brini, Andrea Cagnini, Francesca Campana, Sergio Capoferri, Stefano Casu, Marco Ciatti, Pierre-Alain Croset, Monica Galeotti, Svèta Gennai, Riccardo Guarnieri, Stefano Karadjov, Francesca Morandini, Anna Patera, Simone Porcinai ed Elisa Pucci       

a cura di Francesca Morandini e Anna Patera

Un virtuoso progetto interdisciplinare ha permesso alla Vittoria Alata di rinascere e rientrare a casa in tutto il suo splendore dopo la lunga trasferta per motivi di salute

Un’opera capolavoro della bronzistica antica simbolo al tempo stesso della città dove è sempre stata e la cui esistenza plurimillenaria viene ora raccontata su Archeologia Viva da quanti hanno vissuto per tre anni una straordinaria vicenda di conoscenza e restauro

Non succede spesso che un museo affronti il percorso completo di studio, restauro e valorizzazione di un grande bronzo antico. Grazie al coinvolgimento di numerose istituzioni (Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Regione Lombardia) e al supporto di privati, tra il 2018 e il 2020 la Vittoria Alata di Brescia è stata al centro di un progetto organico che ha portato a enormi passi avanti nella conoscenza di quest’opera straordinaria, della sua storia antica e recente, della stessa antica Brixia, nonché al rinnovamento di una sede museale storica, quali sono gli spazi del Capitolium, all’interno dell’area archeologica bresciana. Il progetto ha coinciso con un’emergenza sanitaria vissuta da Brescia con particolare intensità, per cui la Vittoria Alata è diventata un simbolo identitario e di buon auspicio ancora più forte.

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(Foto articolo online Alessandra Chemollo)