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Tomba di famiglia: nuova scoperta ad Assuan

20 gennaio 2022


Una tomba di famiglia molto grande e precedentemente sconosciuta.  È l’ultima (straordinaria) scoperta in ordine di tempo proveniente  da Assuan, in Egitto, nell’ambito dell’Egyptian-Italian Mission at West Aswan (EIMAWA), la missione archeologica diretta da Patrizia Piacentini, docente di Egittologia e Archeologia egiziana all’Università Statale di Milano, e Abdelmoneim Said, direttore generale delle Antichità di Assuan e della Nubia.

L’ingresso della tomba AGH032, sottostante il recinto sacro. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

Il team italo-egiziano è impegnato dal 2019 (vedi AV n. 199) nell’area che circonda il Mausoleo dell’Aga Khan, sulla sponda occidentale di Assuan, dove si trovano oltre 300 tombe databili dal VI sec. a.C. al IV sec. d.C.

Veduta della nuova area di scavo con il recinto sacro e una nuova tomba scoperta (AGH032). Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.


Vi proponiamo qui in esclusiva l’intervista alla direttrice della Missione italo-egiziana Patrizia Piacentini, nostra collaboratrice e membro del comitato scientifico di Archeologia Viva (nella foto sotto mentre recupera un frammento di sarcofago all’esterno del recinto sacro di Assuan). 

Professoressa Piacentini di che tipo di scoperta si tratta e perché è così rilevante?
«Come abbiamo annunciato nel 2019 su Archeologia Viva la scoperta è quella di un’intera necropoli nella zona di Assuan, che testimonia un’intera fase storica dall’Età Tardo-faraonica all’Epoca Tolemaica- Romana (VI sec. a.C. – III sec. d.C) di cui fino ad ora si possedevano dati archeologici relativi quasi solo alle città “dei vivi”, cioè Elefantina e Assuan. Non era cioè stato ancora individuato il luogo in cui, per mille anni, gli abitanti della zona erano stati sepolti».

II recinto sacro in corso di scavo, con visibili i resti di offerte che coprivano i muri. Due specializzande in Archeologia dell’Università degli Studi di Milano al lavoro con gli operai locali. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

Che informazioni stanno emergendo?
«I dati che si possono recuperare da una necropoli così ampia sono naturalmente fondamentali per conoscere meglio questa società. In quest’epoca l’Egitto conobbe infatti un vero “boom” demografico e la popolazione, a seguito delle varie dominazioni straniere succedutesi, era molto eterogenea. Le nostre scoperte sono tessere di un grande mosaico che alla fine ci restituirà la fotografia di una fase storica importante per i nuovi equilibri che si andavano delineando nel Mediterraneo».

Interno della tomba appena scoperta (AGH032) sulla sponda occidentale di Assuan, presso il Mausoleo dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

Che cosa racconta questo scavo di inedito?
«La missione 2021, durata circa tre mesi, ha portato a risultati di grande rilevanza. Quello più sorprendente è rappresentato da una struttura che sovrastava una tomba, come abbiamo scoperto nel corso dello scavo. Già alla fine del 2019 avevamo individuato un muro particolare, dipinto e con tracce di incendio, che faceva pensare a qualcosa del tutto diverso dal resto della necropoli, in cui le tombe sono scavate nella collina rocciosa o sottoterra».

Il recinto sacro in corso di scavo, con il trasporto di un sarcofago in terracotta da area vicina. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano

Che cosa possiamo immaginare che fosse questa struttura?
«Siamo ancora all’inizio e non mi posso sbilanciare troppo, però sembra che, per la sua posizione lungo una valle di accesso alla necropoli, questo edificio sia stato usato come un recinto sacro dove si offrivano sacrifici al dio Khnum sotto forma di ariete, dio creatore e protettore delle fertili inondazioni del Nilo, particolarmente venerato ad Assuan. Chi meglio di lui avrebbe potuto propiziare la vita eterna di chi riposava in questa necropoli? Molte ossa di animali, resti vegetali e tavole per offerta sono stati portati alla luce nel recinto».

Rita Reale, restauratrice della missione, mostra la placchetta in rame di Nikostratos a Patrizia Piacentini. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

Chi fu seppellito in questa necropoli?
«Siamo stati molto fortunati in questi anni, in quanto possiamo dare un nome sia al titolare della tomba scavata nel 2019 (AGH026), Pamerih, sia a quello della tomba scoperta quest’anno al di sotto del recinto sacro, Nikostratos, un nome schiettamente greco. Mentre il nome di Pamerih era scritto a pennello sul suo letto funerario in bella scrittura geroglifica, quello di Nikostratos era inciso in greco su una piastrina attaccata a una collana di rame, che il defunto in origine doveva indossare».

Coperchio di sarcofago in terracotta scoperto nella tomba AGH032. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

«Oltre a queste due persone, in entrambe le tombe però gli inumati erano molti. Queste sepolture infatti erano tombe di famiglia riutilizzate per diverse generazioni. In vari casi abbiamo trovato, deposti gli uni accanto agli altri, uomo, donna e bambino. Si trattava quindi talvolta di piccole famiglie: potranno provarlo le analisi del loro DNA che faremo in futuro».

Patrizia Piacentini al lavoro su frammenti di sarcofago appena rinvenuti e ricomposti in via preliminare. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

Di cosa morirono/soffrirono?
«Le cause di morte e malattia sono varie, così come possiamo definire varie le età dei defunti: neonati, bambini, adolescenti, adulti, ma anche persone anziane come suggeriscono forme degenerative del tessuto osseo che si associano all’età».

Il radiologo Carmelo Messina, l’antropologa/egittologa Alice Tomanino e il direttore della missione Patrizia Piacentini osservano una mummia appena estratta dalla tomba e il cartonnage che la ricopre. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

«Vi sono anche indizi che fanno pensare a morte per malattie infettive. Lo studio richiederà ancora analisi e tempo prima di poter fare un quadro preciso, dal momento che gli individui che stiamo studiando, insieme a medici legali e radiologi, sono circa 60».

Mummia di bambino radiografata sul sito con strumento radiologico portatile. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

Che fermo immagine abbiamo scavando una necropoli di questo tipo? Ovvero vediamo la morte ma possiamo immaginare quale fosse la vita in quel contesto….
«I materiali archeologici ci hanno riservato sorprese emozionanti. Durante il restauro di un cartonnage (cioè una sorta di cartapesta dipinta che copriva varie parti della mummia) abbiamo potuto immaginare l’artigiano che lo aveva realizzato: doveva avere un dito sporco di colore, e ha lasciato una chiara impronta digitale… è sempre un’emozione trovare una traccia così umana, una distrazione di un uomo vissuto quasi 2000 anni fa».

Patrizia Piacentini al lavoro su frammenti di sarcofago appena rinvenuti e ricomposti in via preliminare. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

«Abbiamo poi trovato resti di vegetali, tra cui datteri, fichi e pinoli, rarissimi in Egitto. All’interno della nuova tomba scoperta (AGH032), tra le mummie, abbiamo trovato anche un coltello antico, in stato di perfetta conservazione, che fu forse utilizzato da ladri antichi per tagliare le bende di alcune mummie alla ricerca di tesori… la tomba infatti era stata violata da briganti nell’antichità, forse poco dopo l’inumazione dell’ultima mummia».

Il coltello rinvenuto tra le mummie nella tomba AGH032, forse usato da ladri antichi per tagliare le bende delle mummie Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano. 

Prossima missione…? Qualche anticipazione…
«Insieme alla vicedirettrice Massimiliana Pozzi e tutto il gruppo, non vediamo l’ora di ripartire a primavera per lo studio dei materiali, e poi a settembre per un’altra lunga missione.»

Topografi prendono quote e misure del recinto sacro. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.

«Oggetto della nostra indagine saranno altre tombe, e speriamo altri edifici, ma il team che lavora ad Assuan è multidisciplinare: le ricerche portate avanti da egittologi e storici, e le analisi condotte dai chimici, dai botanici, dai geologi, dagli archeozoologi, dai medici ci offriranno molto materiale per capire meglio il mondo dei vivi».


Info: www.aswan-milano.org
Instagram: eimawa_unimi e Facebook Biblioteca e Archivi di Egittologia – Università degli Studi di Milano.

In apertura: Massimiliana Pozzi, vicedirettore della missione, durante la prima esplorazione della tomba AGH032. Assuan, necropoli dell’Aga Khan. Missione EIMAWA, Università degli Studi di Milano.