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Falerio Picenus: il satellite scopre nuovi quartieri

2 febbraio 2022


Il 2022 per le Marche inizia con una grande novità archeologica: la scoperta di un intero quartiere, prima ignoto, dell’antica Falerio Picenus, nel territorio dell’attuale comune di Falerone (FM). 
L’individuazione delle tracce si deve a Paolo Storchi del Dipartimento di Beni Culturali Università di Bologna.  

Grazie alla disponibilità dei proprietari dei terreni, presto avrà inizio una campagna di indagini geofisiche sul sito da parte degli archeologi dell’Università di Bologna, sotto la supervisione della competente Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Fin d’ora si può affermare che quanto individuato è estremamente significativo e porterà a una rinnovata lettura dell’urbanistica della città antica.

Tutto merito delle… radici

Le tracce individuate in fotografia aerea e tramite Google Earth sono quelle che i topografi definiscono crop marks, cioè anomalie che si sono formate nei campi poiché le radici delle piante nate, per caso, al di sopra di una antica struttura (in modo particolare muri), in una certa fase della propria crescita, hanno raggiunto tali murature. Qui, non trovando più suolo fertile per crescere, sono pian piano seccate, ingiallendo, mentre le altre, non incontrando alcun ostacolo, ancora si sviluppavano rigogliose e verdeggianti.

Occasione da cogliere “al volo”

Si tratta di una tipologia di traccia piuttosto labile, infatti nelle prime fasi di crescita della vegetazione, tutte le piante saranno state verdi. Dopo la maturazione delle colture, per esempio, del grano, o dopo un periodo di siccità, invece l’intero campo ingiallirà. Dunque bisogna cogliere l’attimo…

Era una grande città

Grazie al costante monitoraggio in remoto dell’area archeologica, disponiamo di una sorta di effimera planimeria che permette già di riconoscere in via ipotetica alcuni complessi edilizi, come abitazioni (domus) ed edifici pubblici, ma saranno le indagini geofisiche, alla stregua di una radiografia, a darne eventualmente conferma. Sul numero in edicola di Archeologia Viva (gennaio/febbraio 2022) tutti i dettagli del nuovo progetto di ricerca e valorizzazione dell’antica città romana per approfondire la conoscenza di questo centro e restituirne piena comprensione a tutti.

Tra i progetti più immediati: la ricostruzione tridimensionale del teatro, che sarà anche resa fruibile dai visitatori attraverso specifici strumenti multimediali sul sito; il nuovo percorso didattico arricchito da nuovi pannelli, il progetto di riallestimento della collezione archeologica, dopo la chiusura del museo cittadino a causa del sisma nel 2016.


Enrico Giorgi, Università di Bologna, Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà
Federica Grilli
, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di AN-PU e AP-FM-MC 
Paolo Storchi,
Università di Bologna, Dipartimento di Beni Culturali