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Mesopotamia: come nasce una città

Davide Nadali

Nell’antica Nigin, l’odierna Tell Zurghul, in Iraq meridionale, si sono appena conclusi gli scavi di Sapienza Università di Roma con nuovi importanti dati sulle origini dell’insediamento risalente al V millennio a.C. e sulle fasi della seconda urbanizzazione all’inizio del III millennio a.C.

Scavando le origini: il sondaggio profondo

Le indagini nell’area B di Tell Zurghul, tra il 2015 e il 2022, sulla sommità della collina hanno portato all’identificazione di almeno tre rifacimenti di un edificio di culto della fase 4 del periodo Ubaid (seconda metà del V millennio a.C.). Alla base della collina, sul lato settentrionale, è stato aperto un sondaggio con lo scopo di verificare le fasi di occupazione più antiche: gli scavi hanno rivelato l’esistenza di strati, in eccezionale stato di conservazione e con numerosi e significativi materiali in situ, risalenti al periodo Ubaid 3 (prima metà del V millennio a.C.).
Non solo questa scoperta retrodata l’occupazione dell’area, ma permette di rivalutare la morfologia della collina e dell’insediamento antico che era interamente circondato dall’acqua, in un ambiente paludoso.

Foto: i materiali in situ

La collina Uruk: un edificio perduto?

Sul piccolo promontorio, a sud della collina B, è stata aperta una nuova area di scavo. Da osservazioni di superficie fatte negli anni passati, era già stato possibile verificare come l’intera area, e soprattutto la depressione al centro delle due colline causata dal passaggio di uno dei tanti corsi d’acqua stagionali che solcano il sito, fosse caratterizzata dalla presenza di numerosissimi coni di argilla, elemento architettonico tipico usato per decorare con motivi a mosaico le pareti esterni degli edifici pubblici monumentali di età Uruk (seconda metà del IV millennio a.C.).

Foto: veduta aerea della piattaforma in mattoni crudi

L’indagine sulla sommità del piccolo promontorio ha rivelato l’esistenza di una piattaforma in mattoni crudi poggiante su uno strato di argilla compatta che a sua volta copre e sigilla strutture in mattoni crudi. È verosimile che, in origine, la piattaforma dovesse essere occupata da un edificio pubblico monumentale (forse un tempio?) decorato sulle facciate esterne con motivi geometrici a mosaico di cui restano ora, dispersi sulla superficie, i coni.

Foto: dettaglio dei coni di terracotta

Alle origini della civiltà urbana

Il proseguimento delle indagini sul fianco meridionale e alla base della collina principale del sito ha portato alla scoperta delle fasi più antiche del III millennio a.C., tra il 3000 e il 2750 a.C.

Foto: l’edificio dell’inizio del III millennio a.C.

In questa fase, la città di Nigin è non solo in piena formazione, ma anche in forte sviluppo con aree abitative e produttive che si estendono anche ai settori della città bassa.

Foto: sigillo cilindrico del Periodo Jemdet Nasr

A conferma dell’espansione e della crescente importanza della città, è significativo osservare che proprio in un testo cuneiforme da Ur del Periodo Jemdet Nasr compare la prima menzione del nome di Nigin.


Foto di apertura: dettaglio del sondaggio profondo