“Agalmatofilia” ovvero… amore per le statue antiche A proposito di...

Archeologia Viva n. 238 – luglio/agosto 2026
pp. 74-79

di Umberto Pappalardo

Ci si può innamorare di una scultura? Esaminando alcuni eclatanti casi storici sembra proprio di sì… ma attenzione a non esagerare perché può diventare pericoloso!

In uno dei suoi più raffinati racconti (L’ultimo dei Valeri) lo scrittore americano Henry James (1843-1916) narra di un conte romano, che, trovata una statua di Giunone nel giardino della sua villa, se ne innamora al punto da trascorrere intere notti di plenilunio a contemplarla; dal momento che tale trasporto – sempre più intenso e irrazionale – stava seriamente compromettendo l’unica relazione reale che egli aveva, quella con la moglie, alla fine Valerio si vide tristemente costretto a riseppellire la scultura conservandone una mano come reliquia.  

Analoga travolgente confusione di emozioni deve aver accompagnato la scoperta di una Demetra, anche questa colossale, in marmo pentelico, avvenuta fortuitamente nel 1971 a Sorrento, scavando le fondazioni di una villa moderna poco distante dal Museo Correale di Terranova.

Continua a leggere sulla rivista


(Foto Shutterstock)