23 luglio 2026
Testo di Felice Larocca
Le Grotte di Pertosa-Auletta, situate in Campania nella valle del Fiume Tanagro, rappresentano una delle più straordinarie cavità naturali dell’Italia meridionale. Lunghe tre chilometri, sono percorse da un fiume sotterraneo che si origina da una sorgente posta in profondità.
L’ampio imbocco delle Grotte in una foto di fine Ottocento (da Carucci 1907)
Un unicum in Europa
Aperte al pubblico dagli scorsi anni Trenta, sono accessibili grazie a una suggestiva traversata in barca. L’atrio d’accesso, consacrato nel medioevo all’Arcangelo Michele, ha costituito sin dalla più remota preistoria un comodo riparo per l’uomo, che lo ha utilizzato dapprima per bivacchi occasionali, quindi per insediamenti più durevoli nel tempo. Nell’alveo del fiume presso l’ingresso, in bilico tra penombra e oscurità sotterranea, si conservano i resti di un impianto palafitticolo risalente a circa 3.500 anni fa: una testimonianza eccezionale, che oggi sappiamo rappresentare un unicum nel sottosuolo europeo.
L’area d’ingresso delle Grotte come si presenta oggi al visitatore (foto di F. Larocca)
Correva l’anno…
La storia archeologica della cavità inizia nel settembre del 1897, quando un medico e naturalista – Paolo Carucci – ne visita la maestosa antegrotta. Lo studioso osserva al suolo resti ossei e frammenti di rozza ceramica, intuendo immediatamente l’importanza paletnologica del luogo. Gli scavi intrapresi l’anno successivo portano al recupero di una copiosa messe di manufatti e svelano la diacronia delle antiche presenze umane nel sito, estese dalla preistoria all’età ellenistico-romana e al medioevo.
L’antegrotta con la banchina d’imbarco per i visitatori (foto di Ippolito & Pilia)
Per saperne di più
A tali indagini è dedicata l’opera di Carucci dal titolo “La Grotta Preistorica di Pertosa (Salerno)”, edita nel 1907, che la Fondazione MIdA – attuale ente di gestione della cavità – ha ripubblicato a febbraio 2026 nelle vesti di una elegante ristampa anastatica. Essa viene ceduta gratuitamente a biblioteche di Istituti di ricerca, Soprintendenze e Università con la formula dello scambio bibliografico.
info@fondazionemida.it
In apertura: foto storica dell’impianto palafitticolo risalente all’età del Bronzo (da Patroni 1898)



