23 luglio 2026
Si è conclusa l’ultima campagna di scavo della Missione Armeno-Italiana a Shamiram, nella regione di Aragatsotn, in Armenia.
Il grande pianoro fortificato di Shamiram è tornato a rivelare la profondità della sua storia: un paesaggio archeologico eccezionale, segnato da mura monumentali, torri megalitiche, abitati, tombe aristocratiche e rioccupazioni che attraversano millenni.
Storie stratificate
Shamiram si conferma uno dei siti più complessi e affascinanti dell’Armenia centrale. Qui la storia non si presenta come una sequenza lineare, ma come una straordinaria stratificazione di fasi e di storie: dalla Tarda età del Bronzo all’età del Ferro, dalla fase urartea alle trasformazioni post-urartee ed ellenistiche, fino alle rioccupazioni tardo-antiche, medievali e post-medievali.
Tra le scoperte più importanti spicca la prosecuzione dello scavo della Tomba 3, una monumentale sepoltura della Tarda età del Bronzo, del diametro di circa dieci metri, costruita con circoli concentrici di pietra e una grande cista litica centrale.
Al suo interno è stato documentato un individuo adulto di sesso maschile, accompagnato da un ricco corredo: vasi ceramici, pugnali in bronzo, spilloni e punte di freccia in ossidiana e metallo.
Di eccezionale interesse è anche la presenza dei resti di un cavallo sacrificato, deposto in modo rituale. Un dato straordinario, che apre nuove prospettive sul ruolo delle élites locali, dell’armamento, del cavallo e delle pratiche funerarie nell’Armenia della Tarda età del Bronzo.
Tomba del Tardo Bronzo con cavallo sacrificato
Una fase dopo l’altra
Non meno importanti sono le scoperte legate alla fase precedente alla costruzione del grande circuito urarteo. Presso una delle torri della fortificazione è stato individuato un ambiente della Media età del Ferro, distrutto prima della monumentalizzazione urartea del sito. Una successiva tomba, anch’essa attribuibile alla Media età del Ferro, tagliava le strutture dell’ambiente distrutto. Questa sequenza permette di osservare da vicino un momento cruciale della storia di Shamiram: il passaggio da un importante centro locale dell’età del Ferro alla successiva riorganizzazione del paesaggio da parte del potere urarteo, probabilmente nel quadro dell’espansione militare nella regione dell’Ararat.
Fino al Medioevo
Particolarmente promettenti sono anche nuove indagini su un complesso monumentale organizzato attorno a una grande corte trapezoidale, e l’individuazione di ambienti con basi di colonna, strutture addossate alle torri urartee e installazioni medievali che testimoniano la lunga vita del sito dopo la fine del regno di Urartu (foto sopra). Si deduce che Shamiram non fu abbandonata dopo la sua fase monumentale: le sue mura continuarono a orientare lo spazio, a essere riutilizzate, trasformate e reinterpretate per molti secoli.
Stanza 5 con livelli del ferro e medievali con forno
Operazione congiunta
La missione è condotta in collaborazione tra l’Institute of Archaeology and Ethnography of the National Academy of Sciences of the Republic of Armenia e ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, sotto la direzione di Varduhy Melikyan per parte armena e di Roberto Dan per parte italiana. Le attività sono cofinanziate dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il supporto e in coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Yerevan.
In apertura: veduta zenitale della tomba del bronzo tardo




