News

Museo di Lentini: il Kouros è tornato a casa

15 settembre 2026


Torna stabilmente e finalmente a casa – al Museo di Lentini (Sr) – il celebre Kouros (V sec. a.C.).  La statua del giovane greco è costituita da due elementi ritrovati in epoche diverse nelle aree di Lentini: la cosiddetta “testa Biscari”, proveniente dalla collezione del principe Biscari, ritrovata nel ‘700 e confluita al Museo civico di Castello Ursino a Catania; e il “torso di Leontinoi” rinvenuto a inizio ‘900 ed esposto al Museo Paolo Orsi di Siracusa. I due reperti sono stati assemblati nel 2018 dopo accurate indagini archeometriche e petrografiche volute dall’archeologo e assessore pro tempore Sebastiano Tusa. Da allora il “Kouros ritrovato” è stato ospitato a rotazione dai musei di Catania e Siracusa, da quello di Lentini (nel 2024) e ad Atene nel 2021/22.

La testa

Datata al primo decennio del V secolo a.C., in marmo pario e grande al naturale, presenta un taglio netto sotto l’attacco del collo. Appartiene alla collezione del principe di Biscari, oggi al Museo civico di Castello Ursino. Da un catalogo inedito del Museo Biscari si apprende che la testa fu trovata nel Settecento nella città di Lentini, senza ulteriori precisazioni sul luogo esatto di rinvenimento. La somiglianza con la testa di Apollo delle monete battute dalla città del V sec. a.C. fu sottolineata già da Guido Libertini.

Il torso

L’archeologo Paolo Orsi acquistò il Kouros dal marchese di Castelluccio, registrandolo nell’inventario del Museo di Siracusa nel 1904. Pubblicandolo, Orsi dice che fu scoperto nella campagna di Leontinoi a seguito delle alluvioni del 1902, rimase poi abbandonato per diverso tempo in una fattoria e venne recuperato dal marchese. Negli anni successivi, come si evince dalla lettura dei taccuini, Orsi più volte cercherà di individuare l’esatto luogo di rinvenimento della statua, senza però arrivare a una conclusione definitiva.

Il Kouros ritrovato

Alla conclusione che possa trattarsi di un’unica statua è giunta di recente anche la ricerca di un team di studiosi che ne ha realizzato un’anastilosi virtuale mediante stampa tridimensionale. Inoltre, le ricerche su tre micro-campioni di marmo delle due sculture hanno permesso di accertarne la provenienza dalla cava di Lakkoi nell’isola egea di Paro e, probabilmente, da uno stesso blocco di marmo.