5 ottobre 2026
Si è conclusa con un rinvenimento eccezionale la campagna di ricerche condotta nel contesto palafitticolo del lago di Mezzano (Vt): una spada in bronzo databile al XIII sec. a.C.
La scoperta, di straordinario interesse scientifico, rappresenta uno dei risultati più significativi delle attività dirette dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale guidata da Margherita Eichberg. La spada, databile al Bronzo Recente, proviene da un’area della sponda meridionale del lago finora poco indagata.
Ottimo stato di conservazione
Il reperto, conservato in eccellente stato tanto da presentare ancora un filo tagliente, rappresenta un’importante acquisizione per la conoscenza delle comunità che frequentarono il bacino lacustre oltre tremila anni fa.
Terzo esemplare
Si tratta della terza spada rinvenuta nel sito di Mezzano a partire dagli anni Settanta del Novecento, un dato di straordinario interesse che conferma l’eccezionale rilevanza archeologica del contesto e offre nuovi elementi per approfondire le modalità di frequentazione e di utilizzo dell’area lacustre durante la tarda età del Bronzo. Per caratteristiche tipologiche e cronologiche, la spada si inserisce pienamente nel quadro delle produzioni armiere dell’Italia centrale della tarda età del Bronzo, testimoniando il livello di specializzazione metallurgica raggiunto dalle comunità dell’epoca.
Laddove c’era un vulcano
Il lago di Mezzano occupa il cratere di un antico vulcano e rappresenta uno dei più importanti archivi archeologici e paleoambientali della Tuscia. Le ricerche condotte negli ultimi decenni hanno documentato la presenza di un vasto insediamento palafitticolo dell’età del Bronzo, inserito in un contesto ambientale particolarmente favorevole allo sviluppo di attività produttive, reti di scambio e forme di organizzazione sociale complesse. I risultati più recenti confermano il ruolo centrale che questo insediamento ebbe nelle dinamiche culturali e nei rapporti tra le comunità dell’Italia centrale protostorica.
Commerci e rotte strategiche
Tra il XIII e il XII sec. a.C., periodo cui appartiene la spada rinvenuta, le comunità dell’Italia centrale erano coinvolte in reti di contatto che interessavano ampie aree della penisola e del Mediterraneo. In questo contesto, le armi in bronzo non costituivano soltanto strumenti di combattimento, ma erano anche simboli di prestigio, identità e potere.
Deposizioni intenzionali
La presenza di spade, asce, punte di lancia e altri oggetti metallici in ambienti lacustri rappresenta un fenomeno noto in numerosi contesti europei e viene frequentemente interpretato come il risultato di deposizioni intenzionali legate a pratiche rituali e cultuali connesse all’acqua. A Mezzano, la vicinanza tra la spada ritrovata e un rasoio in bronzo costituisce un dato di particolare interesse, poiché richiama associazioni documentate in altri contesti dell’età del Bronzo e riconducibili a individui di elevato status sociale, probabilmente appartenenti alle élites guerriere. Proprio per questo motivo, ogni nuovo rinvenimento assume un valore che va ben oltre il singolo oggetto, contribuendo alla comprensione dei comportamenti simbolici da parte delle comunità protostoriche.
Sguardo sulla Tuscia di tremila anni fa
Il nuovo rinvenimento conferma ancora una volta l’eccezionale rilevanza scientifica del lago di Mezzano e l’importanza di questo sito per lo studio della protostoria dell’Italia centrale. Le nuove evidenze contribuiscono ad arricchire il quadro delle conoscenze sulle popolazioni che abitarono la Tuscia oltre tremila anni fa, aprendo ulteriori prospettive di ricerca sulle dinamiche economiche, sociali e culturali che caratterizzarono il territorio in epoca preistorica, ben prima dell’affermazione della civiltà etrusca.
Le ricerche – curate da Barbara Barbaro, Egidio Severi, Massimo Lozzi, Maria Bruno, Dario D’Amico del Servizio Archeologia Subacquea della Soprintendenza – hanno permesso di recuperare numerosi vasi integri e altri manufatti in bronzo, tra cui asce, punte di freccia, pugnali, punte di lancia, spilloni e un rasoio, che contribuiscono ad arricchire il quadro interpretativo dell’antico insediamento palafitticolo sommerso, frequentato fin dall’età del Bronzo Antico, a partire dagli inizi del II millennio a.C., e sviluppatosi nel corso delle successive fasi della protostoria.



