Archeologia Viva n. 240 – novembre/dicembre 2026
pp. 90-93
di Roberto Arciero, Francesca Ruzzetta e Martina Genovese
La plastica è già storia o meglio storie: a Lampedusa un progetto di “archeologia del presente” racconta attraverso l’analisi dei rifiuti dinamiche di vita e relazioni tra culture diverse
Per gli archeologi del futuro, la plastica testimonierà una società fondata sulla produzione di massa e sull’usa e getta. Tuttavia, nonostante l’enorme quantità di prodotti realizzati con questo materiale, gran parte della nostra cultura rischia l’opacità, perché la stessa plastica potrà risultare di difficile interpretazione: molti oggetti nel corso di pochi anni si frammentano in microplastiche (destinate a entrare nella catena alimentare). Gran parte di ciò che consumiamo passa attraverso la plastica: merci, utensili, imballaggi… Il confronto con il passato, lontano e vicino, è netto: molti alimenti erano conservati e trasportati in anfore destinate a durare o, più di recente, in “vuoti a rendere”.
