23 gennaio 2026
Sei reperti archeologici di straordinario valore culturale, databili tra la tarda età repubblicana e la tarda antichità (I sec. a.C.-V sec. d.C.) sono stati recuperati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia.
Scomparsi alla fine del XIX secolo, sono stati riportati alla luce grazie all’attività investigativa dei Carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia e a una lunga ricerca condotta dalla stessa Soprintendenza con l’ausilio di esperti esterni del settore archeologico ed epigrafico antico.
Un momento della conferenza stampa presso la Soprintendenza di Brescia, alla presenza dei Carabinieri Nucleo Tutela di Monza, del soprintendente Giuseppe Stolfi con la funzionaria di zona Serena Solano e di Maurizio Paoletti dell’Università della Calabria
Eccezionale valore storico
Tra i reperti recuperati, tutti di rilevante interesse archeologico figurano una stele funeraria con iscrizioni di provenienza capuana e altre stele-funerarie provenienti dall’area romana e campana, un’urna cineraria con coperchio di eccezionale valore storico, già nota in letteratura poiché edita nel Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL) quale parte della prestigiosa collezione Giustiniani di Roma e considerata dispersa. L’urna fu vista l’ultima volta presso Palazzo Giustiniani, attuale sede di rappresentanza del Senato della Repubblica.
Le stele funerarie recuperate di provenienza dall’area romana e campana
Destinazione finale
I reperti – individuati nella disponibilità di un privato bresciano risultato privo di documentazione che ne comprovasse la legittima provenienza – sono stati individuati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale in stretta sinergia con i funzionari della Soprintendenza di Brescia e in collaborazione con i Comandi dell’Arma territoriale, finalizzata alla protezione dei beni culturali.
L’urna in marmo è destinata al Museo Nazionale Romano (Palazzo Altemps), anche per l’eventuale successiva esposizione presso il Senato della Repubblica, mentre le quattro stele capuane andranno presso la Direzione regionale Musei nazionali Campania, per eventuale successivo deposito al Museo provinciale Capuano.


