Archeologia Viva n. 236 – marzo/aprile 2026
p. 96
di Giuliano Volpe
Frammentazione fa rima con valorizzazione? E con ottimizzazione? No! A maggior ragione quando a farne le “spese” (nel vero senso della parola) è il nostro patrimonio culturale…
Il 2025 è stato il cinquantesimo anniversario dell’istituzione – per iniziativa dello storico Giovanni Spadolini (1925-1994) – del Ministero della Cultura. Avremmo sperato in un momento di riflessione sul ruolo del patrimonio culturale nella società, in modifiche migliorative degli aspetti meno convincenti delle riforme degli ultimi anni, in modo da consolidarne l’impianto complessivo.
Abbiamo assistito in realtà a un’inutile ulteriore riforma dell’organizzazione del Ministero, che ha reso il centro sempre più macrocefalo, a svantaggio della periferia sempre più debole e in affanno, con l’istituzione al posto del Segretario generale di ben quattro Dipartimenti, a loro volta articolati in Direzioni generali, con sovrapposizioni di compiti e funzioni: altra frammentazione, incremento di posti dirigenziali (e di relativi costi), cambi di denominazioni.
