Archeologia Viva n. 236 – marzo/aprile 2026
pp. 20-32
di Louis Godart
Una nuova lettura delle testimonianze archeologiche ed epigrafiche minoiche e micenee – abbinata a un confronto con il racconto omerico – ha portato l’autore dell’articolo
(fra i maggiori esperti di civiltà egee) a ritenere che la Creta minoica prima e la Grecia micenea dopo fossero guidate da un Grande Re che regnava su territori concessi ai suoi vassalli
Tra fine IV e inizi del III millennio a.C., una popolazione nuova proveniente con ogni probabilità dal nord-ovest dell’Anatolia, occupa l’isola di Creta e dà vita alla civiltà minoica, che inventerà una forma d’arte profondamente originale, diversa dalle espressioni artistiche del Vicino Oriente e dell’Egitto, caratterizzata dalla raffigurazione di personaggi felicemente inseriti nell’ambiente che li circonda. Insediati nelle ricche pianure cretesi, i Minoici raggiunsero molto presto un benessere notevole, grazie ad avanzati sistemi di produzione agricola e pastorale, lanciandosi poi alla conquista dei mercati della costa siro-palestinese e dell’Egitto.
