Archeologia Viva n. 237 – maggio/giugno 2026
pp. 90-91
Intervista di Giulia Pruneti
«L’ambiente ieri come oggi definisce la nostra identità culturale»
«Lo scavo è prima di tutto un esperimento sociale»
«La comunicazione archeologica è un dovere morale»
«Da bambino? Sognavo di fare l’archeologo!»
O gni scavo è una grande esperienza, prima di tutto umana. Si cerca nel passato dell’umanità, ma si vive il presente, facendo il pieno di emozioni da condividere con chi ti lavora accanto. Sta qui, per l’archeologo preistorico Umberto Tecchiati, il segreto del successo di ogni scoperta, di ogni evoluzione/rivoluzione nel mondo della conoscenza.
E poi, una volta stabilito e raggiunto il traguardo, beh, nulla è accaduto se non lo condividi. Scrivendone, parlandone, pubblicando in maniera chiara e leggibile per tutti. Affinché nulla rimanga chiuso in un cassetto della mente o di un museo.
L’archeologia pubblica per Umberto Tecchiati è un dovere morale, come afferma con passione in questa intervista. D’altronde quella passione – soprattutto per la Preistoria – aveva già fatto breccia nell’Umberto bambino. Non restava che assecondarla…
