Alessandria d’Egitto. Quando un sogno diventa città Fra mito e realtà storica

Archeologia Viva n. 237 – maggio/giugno 2026
pp. 6-20

di Lorenzo Guardiano

Dal progetto di Alessandro a capitale dei Tolemei e non solo: la metropoli fondata dal Macedone a ovest del Delta del Nilo ha conosciuto una storia lunga e travagliata le cui antiche testimonianze si trovano in gran parte obliterate sotto i moderni edifici

Eccone la vicenda ricostruita da un egittologo a partire dall’antico splendore

Novembre 332 a.C. Alessandro III di Macedonia, impegnato contro l’Impero achemenide, entra in Egitto. Il paese, una storia millenaria, segnato da anni di decadenza, è sotto dominio persiano. Gli Egiziani, stanchi dell’occupazione, accolgono il Macedone come liberatore e Menfi, la capitale, si arrende senza resistenza.

Desideroso di legittimare il proprio potere, Alessandro visita l’oasi di Siwa, dove l’oracolo di Amon lo proclama faraone. Ma per l’Egitto immagina una capitale moderna, sul Mediterraneo, al centro di un impero greco-orientale. L’antica Menfi, distante dal mare, non è all’altezza.

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