Archeologia Viva n. 237 – maggio/giugno 2026
pp. 4-5
di Daniele F. Maras
Ricorre il sessantesimo dell’alluvione di Firenze. Tra il 4 e il 6 novembre 1966 la città fu invasa da ondate di fango e nafta, con una devastazione senza precedenti del suo immenso patrimonio culturale. Anche il Museo archeologico nazionale di Firenze fu raggiunto dalle acque dell’Arno, che sommersero il piano terreno, lasciando pareti, arredi e reperti ricoperti di melma.
All’indomani della catastrofe la Soprintendenza si mise al lavoro per recuperare le collezioni colpite, con il supporto dell’Istituto centrale per il Restauro. Nacque così il Centro di restauro archeologico della Toscana, inaugurato negli stessi locali del Museo per disporre sul posto di una struttura operativa adeguata.
